Home » visioni

visioni

partecipazione Post visioni

Studi sul futuro e resilienza

Il futuro è la conseguenza di ciò che gli umani fanno e non fanno, nei limiti definiti dal quadro più generale dell’ecosistema. Le conseguenze possono essere pensate solo in relazione al racconto del futuro che gli umani riescono a scrivere e a leggere. Le conseguenze impensate sono orfane del racconto: avvengono, ma nessuno le ha viste. O perché nessuno aveva raccontato le cose in modo da farle vedere oppure perché, nonostante qualcuno avesse raccontato bene le cose, nessuno aveva ascoltato. Il racconto del futuro è fatto dalle storie e dai loro silenzi, dall’ascolto e dalla rimozione. Che...

partecipazione Post visioni

Dopo la crisi: resilienza

Questo post riguarda il futuro dopo il COVID-19. Certo, già il presente è poco chiaro, figuriamoci il futuro. Ma una cosa la sappiamo: ci salviamo o ci condanniamo insieme. Qualsiasi decisione un governo democratico prenda in un caso come questo, va rispettata, per il bene comune e per il bene individuale: siamo una rete, ogni singolo si salva se si salva l’insieme. Questo non significa che non si possa imparare da ciò che è stato fatto. E che non si possa immaginare come migliorare il futuro. La vicenda del COVID-19 lascerà il segno. Si tratta chiaramente prima di tutto di uno shock...

innovazione News persone ricerche visioni

Clayton Christensen

Clayton Christensen è morto il 23 gennaio 2020, a 67 anni, per un cancro. L’economista che ha inventato il termine “disruptive innovation” e che ancora si fatica a tradurre in italiano, ha avuto un’influenza enorme sugli studi di management e sulla coscienza dell’occidente. Harvard Business Review gli dedica una pagina con tutti i link agli articoli essenziali: The Essential Clayton Christensen Articles Ci sono alcuni capisaldi: Disruptive Technologies: Catching the Wave 1995 Skate to Where the Money Will Be 2001 Innovation Killers: How Financial Tools Destroy Your Capacity to Do...

innovazione media partecipazione Post visioni

Computer fatti a mano

La tecnologia digitale è il risultato della lunga evoluzione degli strumenti per contare e, fin dal nome si richiama alla soluzione “digitalis” basata appunto sulle dita della mano che fin dall’epoca latina servivano per i calcoli con numeri inferiori a dieci. Anche allora, in quel contesto, le dita non toccavano nulla di materiale ma servivano ad aiutare l’immaginazione dei passaggi matematici. Del resto, grazie alle neuroscienze sappiamo che i movimenti delle dita servono ai neuroni specchio per immaginare le intenzioni degli altri e connettersi empaticamente alle altre persone. Sia...

Bill of rights innovazione media partecipazione perplessità Post Senza categoria visioni

La digitalizzazione è ineluttabile. Ma che cosa esattamente è ineluttabile? Ecco qualche ipotesi

Alcuni visionari sono stati capaci di comprendere in anticipo che la tecnologia delle reti digitali sarebbe stata adottata molto più capillarmente di quanto le menti più convenzionali non riuscissero ad anticipare. La storia di internet è costellata di scettici smentiti dalla realtà e di innovatori che avevano compreso in anticipo dove andava la realtà stessa. Ma non è la sola dinamica che si è manifestata in questi ultimi trent’anni. In qualche caso, gli innovatori sono riusciti a convincere gli altri che la loro visione del futuro era quella giusta, il che ha spinto molte persone ad...

Bill of rights innovazione partecipazione perplessità Post ricerche visioni

Il neo-liberismo era non-liberismo. Il nuovo paradigma da definire. Appunti a valle del Festival della Tecnologia di Torino

Dopo il Festival della Tecnologia, ecco alcuni appunti su una delle questioni sistemiche tra quelle evocate nel corso della riuscita manifestazione torinese. Il rapporto tra il sistema di incentivi del vecchio paradigma neo-liberista ancora imperante e le possibilità di emersione di un nuovo paradigma. Solo appunti. Gli occidentali si sono organizzati per almeno 40 anni intorno alla convinzione che il sistema propugnato dal neo-liberismo fosse quello che otteneva i migliori risultati economici possibili e che poteva mantenere la promessa di un progresso sociale e civile duraturo e giusto...

innovazione perplessità Post visioni

Come i polli di Renzo

“Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”...

innovazione Post ricerche visioni

Orgoglio pubblico: è possibile

Grazie all’Istituto italiano di cultura a Bruxelles, una discussione sul “Public pride” con Maria Savona dell’università del Sussex e Maarten Goos dell’università di Utrecht. Nessuna idea di tornare a una sorta di statalismo ma chiaramente un pensiero del ruolo pubblico rinnovato, orientato agli incentivi, alle regolamentazioni, alla costruzione di nuove soluzioni per l’inclusione sociale, la redistribuzione delle risorse, l’accesso alla cultura e all’istruzione: il tutto per guidare un sistema complesso come quello dell’economia contemporanea. Il fallimento del mercato...

informazione media partecipazione Post ricerche visioni

Mathew Ingram, James Carey, la media ecology, il giornalismo e la comunità

Mathew Ingram, meritatissimamente, riceve oggi il James Carey Award della Media Ecology Association. Al congresso sulla Media Ethics, a Toronto, ha ricordato come Carey abbia sottolineato il fatto che le persone non cercano necessariamente nelle notizie una conoscenza di come stanno le cose e che invece ci trovano semplicemente conferme sulle loro convinzioni. Il che è proprio il problema esacerbato dagli algoritmi principali delle piattaforme oggi prevalenti. Non è questo il motivo della crisi del giornalismo, però. Il giornalismo è andato in crisi come prodotto o servizio nella dimensione...

Bill of rights innovazione partecipazione Post visioni

Come portare la dimensione di comunità al prossimo livello? Primi appunti

«Questo non è un convegno. È un esercizio di “community building”» diceva Paolo Granata all’esordio del grande congresso sulla Media Ethics a Toronto. È chiaro che sottolineare la necessità di un’etica dei media impone la costruzione di un discorso non appiattito sulle logiche del mercato del traffico di attenzione, non limitato all’analisi dei dati quantitativi, ma orientato anche alla generazione di un discernimento qualitativo che insegni a cercare quello che è giusto e sbagliato. Tutto questo non è possibile senza una nuova attenzione alla dimensione della comunità. Perché solo in questa...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

Video

Post più letti

Post più condivisi