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La pace si prepara durante la guerra

La guerra. Si cerca disperatamente di farsi una ragione di quello che sta accadendo. E quindi anche senza una competenza specifica si tenta di avere uno scenario di riferimento. Queste righe sono frutto di riflessioni informate. Ma vanno viste come un insieme di ipotesi. Pronte per essere corrette da nuove informazioni e da opinioni più informate.

Durante la guerra si deve preparare la pace.

Le ipotesi si pace sono relativamente strette. Quale può essere la forma della pace possibile? Un compromesso, evidentemente. Che abbia la forma di una vittoria sia per l’una che per l’altra parte.

Alcuni elementi dello scenario sono relativamente chiari. La Russia non deve perdere troppo perché si rischierebbe una escalation e non deve vincere troppo perché potrebbe pensare di attaccare altri territori. Se l’Ukraina dovesse arrendersi completamente e la pace avesse la forma di una conquista (o riconquista) russa, altri territori potrebbero entrare nel mirino del sistema putiniano. E comunque altri territori si sentirebbero minacciati in tal senso. Se l’Ukraina riesce a resistere e se la Russia si trovasse in condizioni economiche disperate si potrebbe assistere a un rilancio putiniano e a un’escalation con conseguenze potenzialmente terribili. Il punto di arrivo deve avere la forma di un accordo che accontenta tutti.

Che cosa serve alla Russia? Bloccare l’espansione della Nato. Dimostrare che per la Russia è legittimo intervenire nei paesi che considera parte della sua sfera di influenza diretta, in base all’ideologia della fratellanza dei popoli russi. Dichiarare la sua capacità di deterrenza per il futuro.

Che cosa serve all’Ukraina? Restare indipendente, poter giocare sul tavolo occidentale senza il timore della violenza russa, costruire una sua strategia per il futuro e avere molti soldi per la ricostruzione.

Che cosa serve agli Stati Uniti? Compattare il mondo occidentale sotto il comando americano, imporre l’aumento degli acquisti di armi e di spese per la difesa ai paesi europei senza che questi prendano troppa autonomia.

Cina e India si tengono in disparte perché pensano di poter guadagnare dall’indebolimento degli altri centi di potere mondiale. Israele è in una fase molto difficile e apparentemente autonoma dagli Usa: senza la sponda della destra americana non può alienarsi la destra russa che comunque contribuisce al contenimento dei disordini in Medio Oriente. 

Insomma, l’accordo di pace potrebbe prevedere più o meno questo: l’Ukraina non entra nella Nato, l’annessione della Crimea viene riconosciuta, le regioni che i russi considerano indipendenti vengono lasciate andare e diventano satelliti russi; ma per l’Ukraina che resta indipendente dalla Russia si apre il processo di adesione all’Unione Europea. In vista della ricostruzione.

Questo scenario potrebbe avere qualche buona probabilità di realizzarsi.

Ma che succede dei teatri di guerra più astratti eppure profondamente concreti? È probabile che continuerà la guerra economica e quella digitale tra Russia e Occidente?

Gli europei a quanto pare si preparano a fare a meno del gas e del petrolio russo per molto tempo se non per sempre, quindi anche dopo l’eventuale pace. La guerra economica non finirà probabilmente con gli accordi per la spartizione dei territori. Le spese militari aumenteranno ma non necessariamente saranno a detrimento delle spese per la transizione energetica. Il debito europeo sarà meno improbabile. L’Europa tornerà a essere meno indipendente dagli Stati Uniti. La Polonia si rafforzerà nonostante i suoi comportamenti di dubbia democraticità. Le repubbliche baltiche, si spera, saranno i baluardi della democrazia all’Est. La guerra digitale continuerà perché la deterrenza si fa attaccando e la Russia continuerà ad attaccare. Anche come risposta alle difficoltà economiche indotte dalle azioni occidentali. Si spera che non si siano ritorni di terrorismo di destra in Europa, compatibile con le strategie russe.

Ma è probabile che la pace non sarà pacifica.


Vedi

Mariarosaria Taddeo, How to Deter in Cyberspace;
Mariarosaria Taddeo, David McNeish, Alexander Blanchard, Elizabeth Edgar, Ethical Principles for Artifcial Intelligence in National Defence;
Mariarosaria Taddeo, Alexander Blanchard, A Comparative Analysis of the Definitions of Autonomous Weapons.

Credit foto

Aflicktion: Letters to Cyberspace” by ocean.flynn is marked with CC BY-NC-SA 2.0.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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