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Piano veloce – 10 anni in 10 settimane – L’urgenza dell’importanza – e altri titoli per il PNRR della transizione ecologica

Mancano cinque settimane circa alla consegna del Piano nazionale di ripresa e resilienza. (Un comunicato del 16 marzo diceva che ne erano passate 3 dall’inizio del lavoro e che ne mancavano sette). Roberto Cingolani deve andare veloce. E in poco tempo farà qualcosa che è destinato a durare a lungo. Non si vede l’ora di saperne di più. “Il Pnrr – ha aggiunto Cingolani – si muove su 4 filoni: agricoltura sostenibile ed economia circolare; rinnovabili, idrogeno e mobilità sostenibile; efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; tutela del territorio e della risorsa idrica”...

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Didattica digitale, il tempo ritrovato

“Il tempo perduto”: è stata la frase più usata dagli osservatori della scuola italiana nel periodo delle clausure decise per difendere l’organizzazione degli ospedali dal picco di ricoveri dovuti alla covid-19. Seguendo la guida di Marcel Proust, prima o poi, si dovrebbe arrivare anche al “tempo ritrovato”. Sono state impiegate tonnellate di articoli per descrivere il tempo perduto. Meno per immaginare il tempo ritrovato. Stefano Moriggi ne ha parlato sul Sole 24 Ore a metà febbraio. Diceva che si tratta essenzialmente di ripensare la didattica nella contemporaneità...

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Super Mario Mandraki. Il gusto alto/basso di Umberto Eco e il potere grande/piccolo di Michel Foucault

Dall’istante in cui Mario Draghi è stato incaricato di formare un governo, si è scatenata un’attività febbrile di ricerca e interpretazione della sua figura pubblica e della sua personalità interiore. Non mancano le dietrologie più allucinate e gli scetticismi più razionali, ma in generale la descrizione che emerge è un insieme di richiami alle sue opere, alla sua formazione, alle sue dichiarazioni che nell’insieme dipingono la figura di una persona perfettamente adatta al compito estremamente difficile che dovrà svolgere. Anzi: la più adatta possibile. Questo insieme di aspettative si...

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Il governo della transizione /3 – Uno stile di comunicazione

Dicevamo. C’è una struttura di governo piuttosto particolare. E un obiettivo ben chiaro, raggiungibile grazie alle competenze dimostrate di alcuni di coloro che sono nella squadra di governo. Spesso, nei governi normali, si tenta di trovare il consenso per due vie abbastanza poco costruttive: si accontenta il maggior numero possibile di portatori di interessi; si fa comunicazione valoriale, immaginifica, tanto per riempire la testa delle persone ma senza un vero contenuto da trasferire. In questo governo non mancheranno i contenuti da far conoscere. E saranno contenuti importanti, opportunità...

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Il governo della transizione /2 – Innovazione incrementale e radicale

Dicevamo. Lo scopo del nuovo governo è scrivere e avviare il piano per l’investimento delle risorse per Next Generation Eu mentre continua a gestire l’emergenza sanitaria. Fare bene il piano per il Next Generation Eu richiede: 1. la comprensione delle specifiche stabilite dall’Europa (innovare soprattutto con il digitale per andare verso la sostenibilità, avviare un modello di sviluppo inclusivo, mantenere la stabilità finanziaria) 2. un’interpretazione forte delle specificità del sistema economico italiano (il presidente Mario Draghi lo ha studiato dal Tesoro prima e dalla Banca d’Italia poi...

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Il governo della transizione /1 – Una struttura di governo da capire

Lo scopo del nuovo governo è scrivere e avviare il piano per l’investimento delle risorse per Next Generation Eu mentre continua a gestire l’emergenza sanitaria. Significa, dunque, definire la strategia di utilizzo dei fondi che più serve all’Italia e che meglio interpreta le indicazioni europee. E l’Europa è chiara: si esce dalla crisi con l’innovazione – soprattutto ma non solo – digitale che serve alla transizione ecologica, avviando un percorso di sviluppo inclusivo e mantenendo la stabilità finanziaria. Sembra di vedere in questi obiettivi nei volti o nei ruoli di alcuni...

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La ragione di Draghi. Next Generation Eu non è solo soldi: è riforme

Mentre i partiti discutevano, fino a ieri, solo gli addetti ai lavori potevano dire qualcosa. Ora che il ragionamento si è spostato da “chi” a “che cosa fare” è necessario contribuire. Qui ci sono due o tre considerazioni sul tema della direzione che si può dare all’innovazione (cfr. scenari). Il Presidente Sergio Mattarella ha parlato chiaro: senza un governo autorevole perdiamo il contatto con Next Generation Eu, oltre a mettere in ulteriore difficoltà il sistema di difesa dalla pandemia. Meglio non votare e invece governare, bene. Si deve tener presente che il Next...

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Intelligenza artificiale e lavoro. Conferenza all’OECD

Erik Brynjolfsson è un economista che si occupa brillantemente delle conseguenze dell’innovazione. La sua produzione scientifica si trova online ed è accessibile. È intervenuto oggi alla conferenza organizzata dall’Ocse sul lavoro del futuro e l’intelligenza artificiale. Ha usato una frase piuttosto efficace. La riassumo: «La tecnologia va più veloce della capacità della società di apprendere a usarla». Ma questo avviene per più di un motivo. Per il fatto che tutti i sistemi coinvolti attraversano una trasformazione e per il fatto che le conseguenze dell’intelligenza artificiale sono...

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Scienza e tecnologia. Appunti per Radio3 Scienza

Il 29 gennaio 2021, verso le 11:30 di mattina, ho avuto l’onore di partecipare alla trasmissione Radio3 Scienza, condotta da Elisabetta Tola. Tema: il rapporto tra tecnologia e scienza. Spunto: un magnifico pezzo di Nature che ricordava i grandi software che nella storia hanno abilitato un’accelerazione dell’uso scientifico dei computer (Nature, Ten computer codes that transformed science). A partire dal “Formula Translation”, il Fortran, del 1957. Nella velocità delle dichiarazioni da fare in una trasmissione radiofonica, sebbene con l’aiuto di una conduttrice di grande competenza, restano...

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Smart city, smart working, smart company? Il futuro di smart è wise

Ecologia. Qualità della vita. Lavoro intelligente. Riporto gli appunti scritti per la lezione a Trentino School of Management, oggi al progetto MASP, e le idee emerse grazie agli organizzatori e agli altri relatori, Luca Mercalli e Domenico De Masi.  Evoluzione: Si diceva che lo smart working non è  il remote working. Perché dobbiamo parlare di “wise working”? 1. Il dibattito sul lavoro è incessante, ovviamente, ma si è concentrato sul rapporto tra tecnologia e persone da quando una serie di studi hanno messo in luce la possibilità che l’intelligenza artificiale e...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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