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Anche nei giornali “less is more”

L’esperienza del Guardian, del Times e di Le Monde è chiara: meno articoli, fatti meglio, più traffico e più abbonati (Digiday).
È il contrario di quello che si pensava all’epoca dell’ossessione pubblicitaria che suggeriva di aumentare le pagine sulle quali pubblicare inserzioni aumentando le pagine pubblicate. Il che provocava meno qualità e più disaffezione dei lettori.
Chi non l’ha ancora capito ne pagherà ulteriormente le conseguenze: l’informazione di qualità non è quella che fanno i giornali; è l’informazione fatta bene.
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Il giornalismo è il suo metodo

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La politica si fa con le divisioni o le moltiplicazioni?

Un pezzo lucidissimo di Giuliano da Empoli è uscito questa settimana su Le Monde. Tracciava un parallelo tra la storia degli errori di Matteo Renzi e il destino politico di Emmanuel Macron. E si focalizzava su cinque punti (in estrema sintesi): un tema che aggrega gli avversari, un approccio alla meritocrazia poco empatico per chi non ce la fa, un certo disinteresse per l’apparato di partito che supporta il leader, una sopravvalutazione dell’importanza dei risultati ottenuti in vista delle prossime elezioni, una disattenzione per le alternative emergenti. « Les cinq erreurs de Matteo Renzi...

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Verifica giornalistica dei video

Il New York Times ha pubblicato un video che mostrava come il jet ukraino precipitato in Iran fosse effettivamente stato colpito da un missile. Ecco come ha verificato la fonte e il documento: How the New York Times verified the Iran missile-strike footage

Bill of rights innovazione media perplessità Post

Riconoscimento sfacciato

In Europa si discute se vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici (EU considers temporary ban on facial recognition in public spaces). Non è chiaro se questo implichi soltanto il divieto di utilizzare i software che prendono le immagini del presente di persone da identificare e le confrontano con archivi di immagini del passato di persone identificate. Oppure se questo implichi anche il divieto di prendere le immagini delle persone nei luoghi pubblici. Il secondo divieto è relativamente più facile da applicare concretamente del primo. Chiaramente l’Europa si preoccupa della...

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Computer fatti a mano

La tecnologia digitale è il risultato della lunga evoluzione degli strumenti per contare e, fin dal nome si richiama alla soluzione “digitalis” basata appunto sulle dita della mano che fin dall’epoca latina servivano per i calcoli con numeri inferiori a dieci. Anche allora, in quel contesto, le dita non toccavano nulla di materiale ma servivano ad aiutare l’immaginazione dei passaggi matematici. Del resto, grazie alle neuroscienze sappiamo che i movimenti delle dita servono ai neuroni specchio per immaginare le intenzioni degli altri e connettersi empaticamente alle altre persone. Sia...

Bill of rights innovazione media partecipazione perplessità Post Senza categoria visioni

La digitalizzazione è ineluttabile. Ma che cosa esattamente è ineluttabile? Ecco qualche ipotesi

Alcuni visionari sono stati capaci di comprendere in anticipo che la tecnologia delle reti digitali sarebbe stata adottata molto più capillarmente di quanto le menti più convenzionali non riuscissero ad anticipare. La storia di internet è costellata di scettici smentiti dalla realtà e di innovatori che avevano compreso in anticipo dove andava la realtà stessa. Ma non è la sola dinamica che si è manifestata in questi ultimi trent’anni. In qualche caso, gli innovatori sono riusciti a convincere gli altri che la loro visione del futuro era quella giusta, il che ha spinto molte persone ad...

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Il web è meno aperto, dice BoingBoing

Il consorzio W3C ha il compito di salvaguardare l’architettura aperta del web. Ma due anni fa ha preso una decisione che di fatto ha trasformato il web in una tecnologia molto chiusa. Ne parla BoingBoing in un articolo da leggere: Three years after the W3C approved a DRM standard, it’s no longer possible to make a functional indie browser. In pratica, tre anni fa il consorzio W3C ha approvato una richiesta della lobby del copyright secondo la quale doveva essere possibile installare nei browser dei DRM per controllare il comportamento degli utenti. La Electronic Frontiers Foundation aveva...

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L’arte di vivere. Salute, felicità e cultura sono collegate

Chi frequenta i musei ha più probabilità di vivere a lungo: sono fenomeni correlati. Ci sono anche teorie importanti che consentono di ipotizzare una sorta di rapporto causale, o per lo meno abilitante: nel senso che mantenere la mente ricca di stimoli di valore culturale alimenta la capacità di vivere bene e a lungo. È il risultato di uno studio pubblicato su BMJ su un campione significativo di popolazione seguito per oltre 14 anni. Lo studio si intitola: The art of life and death: 14 year follow-up analyses of associations between arts engagement and mortality in the English Longitudinal...

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Una firma per Assange

Ho conosciuto Julian Assange. Aveva già dimostrato che Wikileaks era uno strumento eccezionale per l’informazione pubblica in tutti i contesti nei quali diffondere documenti utili per sapere come stanno le cose poteva condurre a persecuzioni. Era ancora il tempo in cui Assange era intenzionato a farsi aiutare dai giornali per verificare i documenti. E aveva un’aria che allora appariva eccessivamente preoccupata per la propria incolumità. Una preoccupazione sproporzionata con gli atti che aveva compiuto fino ad allora. Ma non con quello che sarebbe avvenuto in seguito. La sua storia è densa di...

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Media civici. Ci si può lavorare

Per Ethan Zuckerman, fondatore del centro per i media civici al Media Lab dell’Mit, ha spiegato a Milano Partecipa che non esiste ancora una valutazione scientifica dell’impatto della disinformazione in rete ha avuto sulle elezioni americane del 2016. Ha rilanciato l’idea che i social network siano una sorta di “porta posteriore” (linguaggio hacker che definisce i punti di accesso ai computer che si vogliono esplorare senza il permesso del proprietario) che si può usare per entrare nei media tradizionali e modificarne l’agenda. E mostrando la differenza dei fenomeni occorsi in...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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