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La discussione sull’odio online

Con la tipica visione si corto respiro che di questi tempi sembra prevalere, il rischio è che qualcuno pensi che la questione sia archiviata. Dal 2016 a oggi c’è stata un’esplosione di articoli e analisi sulle fake news, sull’odio online e più in generale sulla circolazione di informazione tossica in rete (quella che ha dato luogo all'”infodemia” denunciata dall’OMS). Si spera che non si ritenga conclusa questa fase con la vittoria di Joe Biden e Kamala Harris alle elezioni presidenziali americane. Non è conclusa. Però, almeno, è più facile metterla in prospettiva. Nel mondo...

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Il confronto tra Google e tutti i giornali del mondo

Google e i giornali? Le notizie su questo argomento appassionano solo gli addetti ai lavori. Ma i fenomeni sottostanti dovrebbero invece interessare tutti. Vediamo perché. 1. Le ultimissime notizie che non appassionano Il confronto tra Google e i giornali mondiali evolve velocemente. Dopo la strana legge europea sui diritti connessi al copyright, dopo che l’Australia ha pensato di fare una cosa simile, dopo che in Francia un tribunale ha dato ragione agli editori sull’obbligo di arrivare a un accordo che garantisse un qualche pagamento da parte di Google ai giornali, un primo accordo sembra...

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FacebooQ. I social network, i governi e la lotta alla disinformazione tossica. Per l’ecologia dei media

FacebooQ, Facebook e Qanon. Storia complicata ma istruttiva. E dunque Facebook si impegna di più contro Qanon. Chiude i gruppi e le pagine dedicate esplicitamente al movimento che ha conquistato l’attenzione di un numero crescente di persone in America e che d’ora in poi tratterà come i gruppi terroristici (o quasi). Le singole persone che continuano a scambiarsi informazioni legate a Qanon potranno continuare a farlo. Saranno limitate le forme più “pubbliche” e “attivistiche” del movimento. (Guardian) Dal punto di vista narrativo la storia di Qanon è interessantissima e terribile. Riassuendo...

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Infodemia politica

Secondo uno studio realizzato da alcuni ricercatori di Cornell University citato da New York Times, il canale di diffusione della disinformazione sull’epidemia di Covid-19 è stato Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (NYT). Coronavirus misinformation: quantifying sources and themes in the COVID-19 ‘infodemic’ – Sarah Evanega, Mark Lynas, Jordan Adams, Karinne Smolenyak – The Cornell Alliance for Science, Cornell University, Ithaca, NY «AbstractThe COVID-19 pandemic has unfolded alongside what the World Health Organization has termed an “infodemic” of misinformation. This...

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Fakebook. Le piattaforme e i pubblicitari si mettono d’accordo

Dopo qualche mese di confronto, durante i quali molti importanti inserzionisti pubblicitari hanno boicottato Facebook e altre piattaforme accusandole di non fare abbastanza per contenere la diffusione di falsità e odio online, è arrivato un accordo. Pubblicitari e piattaforme, comprese Facebook, YouTube e Twitter, adottano le stesse definizioni per individuare i post dannosi per la società e le persone. Si creano standard per il monitoraggio della diffusione di fake e odio. Si affidano alcune decisioni ad autorità indipendenti. Si migliorano i sistemi di accesso e gestione dei dati...

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Sondaggio Reuters-Oxford-YouGov: chi decide contro i fake in politica?

Secondo gli intervistati in un vasto sondaggio fatto da YouGov per Reuters Institute e Oxford University, i media devono dare spazio alle frasi dei politici anche quando sono false, ma le piattaforme digitali devono valutare ed eventualmente bloccare i messaggi pubblicitari falsi. Questo è il link allo studio: How do people want the media cover politics? Questi risultati apparentemente contraddittori meritano un approfondimento. È un po’ come se i media dovessero astenersi dal censurare i politici anche quando sono falsi, perché comunque la notizia va data. Ma nello stesso tempo tutti sono...

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Il senso della rete unica per la banda larga

Chi comanderà è già chiaro. Un accrocchio tra le strutture forti del governo e le strutture fortissime di un ex monopolista che non molla mai. Ci saranno anche altri protagonisti, ma non saranno al centro del sistema: Enel, Tiscali, Fastweb, non decideranno, pare, l’amministratore delegato e il presidente. Questi saranno persone di Tim e Cdp, a quanto pare. (Ansa, Sole) Ma chi comanderà è meno importante di ciò che dovrà fare. Si fa una rete unica per avere un paese completamente connesso a banda larga e non lasciare indietro nessuno: non è che adesso si ricomincia con la storia che se non...

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Abbiamo un futuro?

Abbiamo un futuro? Calma: è solo una domanda. E, tanto per anticipare la conclusione, la risposta è “sì”. Ma il percorso per arrivare a quella risposta non è così ovvio. «There is no “ahead” in a world that is an echo chamber of instantaneous celebrity.» C’è qualcosa di magico in questa frase di Marshall McLuhan, del 1964, pubblicata da Bruce Rosenstein su Twitter. Non c’è futuro in un mondo ridotto a una bolla autoreferenziale per celebrità istantanee, diceva dunque Marshall McLuhan nel 1964. Se l’ambiente mediatico attraverso il quale ci facciamo un’idea della realtà è...

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Istruzioni per iscriversi alla nuova newsletter

È ripartita la newsletter. La dedico per adesso alla media ecology. C’è bisogno di pensare ai media come parte integrante dell’ambiente: viviamo l’ambiente con la mediazione dei media che a sua volta ci influenza. Possiamo vivere in un ambiente sano o inquinato. Abbiamo cominciato a lavorare su questa metafora che è sempre meno una metafora tanto tempo fa. C’è bisogno di accrescere la nostra consapevolezza.
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Il primo numero è qui:
Le parole di Herzog su tecnologia e regia

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Leadership e senso di colpa. Brian Chesky ceo di Airbnb

Lo spunto è la lettera ai dipendenti con la quale il ceo di Airbnb, Brian Chesky, annuncia la decisione di licenziare il 25% dei collaboratori. Una bella analisi è scritta da Tim Denning. Una filosofia molto diffusa – e rilanciata nel mondo dal neoliberismo – insegna che i poveri, gli esclusi, quelli che non hanno successo, sono i primi colpevoli dei loro problemi. In questa filosofia, non è la società, la gerarchia economica, il sistema di regole a determinare l’insuccesso personale: è la mancanza di voglia di lavorare, la mancanza di creatività, di flessibilità, di impegno che...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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