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Attenzione media

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Questa non è un’informazione

L’informazione falsa ai tempi del coronavirus è oggetto di una grande quantità di segnalazioni. Attività sacrosanta. Non passa ora che sui social non ci sia qualcuno che dice qualcosa di bestiale. Ovviamente quando sono i politici a darci dentro con le bufale, le cose si fanno pericolose. Ma paradossalmente è ancora peggio quando le bufale sono riprese dai giornali tradizionali, anche in forma di “opinioni controcorrente”. La discussione su quello che ha scritto Benedetta Paravia sulla Stampa impazza: la laureata in medicina legale che interessa a Dagospia e scrive di come il 5G...

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Coronacrisi. Fake e piattaforme, si può fare di più

Whatsapp limita il numero di persone alle quali si può forwardare qualcosa di molto condiviso per applicare una strategia di contenimento alla diffusione di false notizie. La necessità di fare qualcosa di concreto contro il falso è resa più cogente ora che l’epidemia richiede la massima attenzione alla qualità dell’informazione. Le piattaforme possono fare di più. E se vogliono lo fanno: TechReview, WhatsApp is limiting message forwarding to combat coronavirus misinformation

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Coronacrisi. Epidemia, censura e giornalismo

Un pezzo importante della Columbia Journalism Review: COVID-19 is spawning a global press-freedom crackdown Nonostante la qualità della risposta alle epidemie dipenda dalla qualità dell’informazione per i cittadini, in molti paesi le notizie sono distorte o censurate: «IN HIS REMARKS TO THE MEDIA and the public, World Health Organization director general Tedros Adhanom has regularly emphasized that accurate, timely information is essential to fighting the COVID-19 pandemic. Yet around the world, governments are cracking down on journalists and implementing sweeping restrictions under the...

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Geopolitica di internet. Attacco alla rete. Se l’Europa ci fosse potrebbe difendere il network e sé stessa

Huawei ha una proposta per il pianeta: cambiare l’architettura di internet. Lo riporta il Financial Times che ha visto la presentazione del progetto proposto dalla delegazione dell’azienda cinese all’Ito di Ginevra in settembre con il quale si argomenta intorno all’opportuità di creare un nuovo standard sulla base del quale definire il protocollo che fa funzionare la rete. Un gruppo di studiosi britannici ha analizzato la proposta e valutato che si tratta di un modo per centralizzare ulteriormente la rete, rendendo più facile per gli stati di controllare capillarmente il comportamento delle...

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Solo la generosità ci salverà

Se un paese esce dalla spirale dell’epidemia ma gli altri paesi ci sono ancora in mezzo, il paese che si è salvato rischia di essere di nuovo infettato. (Singapore, Cina, Corea, lo sanno). Nessun paese ha un’economia più solida degli altri se il sistema economico globale collassa veramente. (Tedeschi, olandesi, finlandesi, non lo sanno ancora. Ma gli islandesi sì). Nella rete degli umani connessi e globalizzati non ci sono spettatori ma solo protagonisti. In un contesto del genere o si lavora insieme per il bene comune o si distrugge tutto ottenendo pessime conseguenze per ciascuno. La...

L’odio e altre trappole

In sintesi: chiunque ha il diritto di odiare chi vuole. E di mentire. E di coltivare sentimenti razzisti. Purtroppo chi si comporta così sta male. Qualche volta rovescia il suo malessere verso gli altri. Fine del discorso? Quasi: ci sono due chiose. Nell’ecologia dei media digitali, esistono incentivi ampi a usare le debolezze altrui per ottenere scopi commerciali e politici di ogni genere. La strumentalizzazione dell’odio è evidentemente una delle forme di propaganda più efficaci. Le sue conseguenze possono essere dirompenti. Il problema è certamente più culturale che normativo: le leggi per...

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Neoliberismo. Controllo delle menti. La solitudine di chi vede Matrix per quello che è

Ripartendo da un post di qualche giorno fa: Il neo-liberismo era non-liberismo. Il nuovo paradigma da definire. Appunti a valle del Festival della Tecnologia di Torino… Supponiamo che gli esseri umani siano razionali. Supponiamo che tutti siano informati su tutto. Supponiamo che i consumatori vogliano sempre massimizzare l’utilità e gli imprenditori vogliano sempre massimizzare il profitto. Supponiamo che l’innovazione tecnologica sia una questione marginale. Supponiamo che nessun operatore economico sia troppo grande rispetto agli altri. Supponiamo che lo stato stia fuori dall’economia...

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Media civici. Ci si può lavorare

Per Ethan Zuckerman, fondatore del centro per i media civici al Media Lab dell’Mit, ha spiegato a Milano Partecipa che non esiste ancora una valutazione scientifica dell’impatto della disinformazione in rete ha avuto sulle elezioni americane del 2016. Ha rilanciato l’idea che i social network siano una sorta di “porta posteriore” (linguaggio hacker che definisce i punti di accesso ai computer che si vogliono esplorare senza il permesso del proprietario) che si può usare per entrare nei media tradizionali e modificarne l’agenda. E mostrando la differenza dei fenomeni occorsi in...

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Trivium reloaded

Nel Medioevo, il trivium era la prima parte dello studio delle arti liberali e preparava gli studenti in tre materie: grammatica, logica e retorica. La profondità del pensiero disciplinare di questa parte del curriculum è testimoniata dalla sua perdurante capacità di fascinazione. In effetti, in quest’epoca di comunicazione, il trivium resta un pensiero generativo. Basta pensare a come potrebbe essere ridefinito (i link puntano ad approfondimenti laterali): 1. Grammatica, le strutture del linguaggio compreso quello delle macchine sulle quali si scambiano le informazioni (Media ecology 1;...

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Fake quotes. Hai trovato una citazione online e vuoi sapere se è giusta…

In un contesto di incertezza sulla qualità dell’informazione in rete, le citazioni meritano un capitolo a parte. Si cerca di fare bella figura citando una frase intelligente detta da una persona intelligente, magari senza stare troppo ad ammettere di non aver letto il libro dal quale sarebbe tratta: ma se poi si scopre che la citazione era sbagliata, la bella figura si traduce nel suo contrario. Ho sentito molte persone dire che Marshall McLuhan ha detto: “diamo una forma alle nostre tecnologie, poi quelle tecnologie danno una forma a noi stessi”. Una grande intuizione sulla co...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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