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Bill of rights innovazione partecipazione Post visioni

Come portare la dimensione di comunità al prossimo livello? Primi appunti

«Questo non è un convegno. È un esercizio di “community building”» diceva Paolo Granata all’esordio del grande congresso sulla Media Ethics a Toronto. È chiaro che sottolineare la necessità di un’etica dei media impone la costruzione di un discorso non appiattito sulle logiche del mercato del traffico di attenzione, non limitato all’analisi dei dati quantitativi, ma orientato anche alla generazione di un discernimento qualitativo che insegni a cercare quello che è giusto e sbagliato. Tutto questo non è possibile senza una nuova attenzione alla dimensione della comunità. Perché solo in questa...

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Deepfake: Photoshop edita Photoshop

Photoshop ha reso i creativi più ricchi di lavoro e di possibilità. Ma ha creato anche i falsari più infingardi, quelli che fanno credere che le loro foto dicano la verità e invece mentono. Ma ora Photoshop ha creato un tool per individuare facilmente tutte le modifiche photoshoppate alle foto: il sistema ci riesce nel 99% dei casi contro il 53% degli umani che ci provano a occhio (Adobe). L’intelligenza artificiale e il digitale moltiplicano i falsi credibili. Ma aiuteranno anche a trovarli. Nel tempo gli umani si abitueranno a diffidare di quello che vedono con i loro occhi digitali. E a...

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Sulla storia di Google che guadagna con il lavoro dei giornali

La News Media Alliance, una lobby di editori americani, ha calcolato che Google fattura 4,7 miliardi di dollari con le pubblicità connesse alle ricerche di notizie prodotte dai giornali nel 2018. Tanti soldi. Dei quali gli editori vorrebbero una parte. Secondo Jeff Jarvis, il New York Times ha pubblicato lo studio senza verificare il dato e chiamando Google solo con forte ritardo sulla prima pubblicazione. Google comunque dice che quel numero è sovrastimato. E Jarvis osserva che non tiene conto del valore generato dal traffico che Google manda agli editori. Vedi: Google Made $4.7 Billion From...

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Anticorpi sociali per epidemie anti-vaccini

Roma, circa 1963. Giocavo per strada a pallone da bambino. Il pallone era un tappo di bottiglia. Il campo era il marciapiede. L’asfalto liscio lasciava scorrere il tappo ed era un po’ hockey, anche se non lo sapevamo. Il mio compagno più bravo aveva un piede di ferro e controllava la “palla” meglio di tutti. Aveva quella protesi perché era poliomielitico. Ricordo come fosse ieri il giorno in cui in tutta Italia i bambini ricevettero una zolletta di zucchero a scuola che conteneva una goccia di vaccino Sabin contro la polio. Era il progresso. Era la giustizia. Era l’emozione di...

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Costruire le alternative. Altrimenti la critica alla condizione dell’infosfera digitale resta a metà strada

Un approccio Antitrust sul gruppo di aziende-piattaforma messo insieme da Mark Zuckerberg è il primo passo. Il pezzo di Chris Hughes sul New York Times è una lettura fortemente istruttiva. L’idea di separare Facebook, Instagram e Whatsapp sembra sensata. Facebook è cresciuta in modo organico e attraverso l’acquisizione di altre piattaforme, oggi più dinamiche di quella originaria. All’epoca delle acquisizioni, miliardarie, l’Antitrust aveva analizzato i casi e dato il via libera, ma condizionandolo alla promessa fatta da Facebook di tenere separati di sistemi di dati raccolti dalle...

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Perché domani, al Salone del Libro, nonostante

Mio padre è stato condannato a morte dai fascisti. Che non sono stati capaci di infliggere effettivamente la pena comminata. Per questo io sono qui. E lo sono i miei figli. Chi difende il fascismo del manganello, del delitto Matteotti e delle leggi razziali, chi si dichiara fascista, chi ancora oggi minaccia, picchia, mostra intenzioni violente, è un pericolo gravissimo per la convivenza e per la civiltà. I fascisti di oggi approvano il male compiuto da quel regime e progettano di poterlo arrecare ancora all’umanità, qualora se ne presentasse l’occasione storica. È necessario che...

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Un piano per fare l’Europa più forte nel digitale

Il rapporto per la direzione generale per la competizione della Commissione Europea va letto. Si intitola “Competition Policy for the digital era” (pdf) e datato 4 aprile 2019. Riguarda regole e strategie. Ma parte da una comprensione finalmente appropriata delle specificità dei mercati digitali: 1. economie di scala estreme (costo di produzione dei servizi digitali molto meno che proporzionale al numero dei clienti serviti); 2. esternalità di rete (la convenienza ad usare una tecnologia di rete cresce geometricamente con il numero di utenti sicché una nuova tecnologia nettamente...

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Perché leggere François Taddei sull’apprendimento nel XXI secolo

E la sofferenza soffocante che molti dichiarano di provare quando cercano di seguire l’infinito flusso di frasi del dibattito contemporaneo sui social network è collegata alle qualità tecnica fondamentale dei micropost che si trovano in quei contesti di rete: devono cercare un successo immediato; non possono ricostruire un contesto dunque hanno bisogno di vivere in un sistema di idee precosistituito; il che significa che spesso devono rifarsi a convizioni acquisite, lineari, preconcette; non hanno alcuna efficacia se si pongono come elementi di una ricerca che tiene conto della complessità...

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La scatola nera dell’intelligenza artificiale

DeepMind ha dimostrato il suo primo prodotto commerciale. Un sistema diagnostico per individuare in modo precoce e affidabile le malattie degli occhi usando la sua ormai famosa abilità nella progettazione e realizzazione di programmi di intelligenza artificiale (DeepMind). La ricerca è su Nature. Nell’annunciare questa innovazione, DeepMind ha tenuto a precisare che il suo prodotto non solo offre diagnosi ma è capace di spiegare come arriva alle sue conclusioni e quali sono le probabilità di errore connesse ai suoi risultati. Naturalmente ora parte un processo di approvazione ufficiale per...

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Apple TV plus e la creazione di uno spazio libero dalla pubblicità

Tra i molti annunci di ieri, a Cupertino, la Apple ha spiegato come sarà il suo servizio di intrattenimento video. E ha detto che sarà libero dalla pubblicità. Apple vuole creare una piattaforma – musica, giochi, informazione, entertainment – che alimenti la fedeltà di quel miliardo circa di persone che sono suoi clienti, valorizzi il suo importantissimo brand e consolidi il business dei servizi che sta accelerando mentre il tradizionale business dello hardware sta rallentando. Evidentemente, la Apple considera la pubblicità come un business non adatto a raggiungere questi...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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