Jack Shafer, su Politico, scrive, giocando sullo slogan principale del nuovo presidente che è stato eletto negli Stati Uniti: «Trump Is Making Journalism Great Again». Perché la connessione tra il trumpismo e la post-truth society potrebbe riportare in auge chi fa giornalismo, cioè informazione con un metodo di qualità, basato su un accuratezza, indipendenza, completezza e legalità; sempre che la campagna trumpiana contro quella che chiama la stampa d’élite non convinca le popolazioni a stare dentro le loro echo-chamber dove vengono informati da pseudonotizie che gratificano le loro...
ricerche
Lavoro, questione numero uno. E la priorità è l’educazione
In sostanza, il lavoro è probabilmente la questione numero uno per gli italiani. Lo ipotizzano i sociologi, ma lo intuiscono anche tutti coloro che ascoltano le preoccupazioni più diffuse dei concittadini. E lo è per molti motivi: 1. Perché è difficile trovare lavoro: una quota enorme, inaccettabile, di una generazione – sotto i 35 anni – fatica a trovarlo e i numeri sono assurdamente vicini al 40%; mentre una parte importante di un’altra generazione – sopra i 55 anni – ha paura di cambiarlo perché se lo perde non lo ritrova; tutto questo blocca il paese, perché...
Fake news. Opportunità per i giornali
Una ricerca del Reuters Institute for the study of journalism trova che in gran parte gli editori di giornali pensano che l’ascesa delle fake news online sia un’opportunità per il loro business (ReutersInstitute). In our survey of 142 leading Editors, CEOs and Digital Leaders for this report: 70% said worries over the distribution of fake/inaccurate news in social networks will strengthen their position, while… 46% say they are more worried about the role of platforms than last year 56% say Facebook Messenger will be important or very important part of their offsite initiatives...
Fake news. Un buon bicchiere molto pieno. Con un pizzico di veleno
Una ricerca pubblicata su Human Highway News ha fatto dire a MediaHub che la diffusione di bufale in rete è una bufala. I motivi di questa controversa convinzione sono da cercare nel fatto che solo una piccola quota del traffico sui siti che fanno informazione è destinato a siti che fanno informazione-bufala (Human e MediaHub): Ma quanto è diffuso il problema delle bufale nel nostro Paese? A dare una risposta alla domanda arriva la desk research di Human Highway, il cui amministratore delegato collabora da tempo con DataMediaHub. Partendo dalla black list di Bufale.net sono stati analizzati...
Italia: 30 milioni online
Gli ultimi dati dell’Audiweb mostrano che gli italiani online sono oltre 30 milioni, che passano due ore al giorno online, che lo fanno prevalentemente da mobile (Prima).
Progetto per il discernimento. Articolo fuori programma inviato da Giacomo Ruggeri, sacerdote, sugli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola
Non c’erano linee guida troppo chiare, forse, nel progetto per il discernimento. Sta di fatto che Giacomo Ruggeri, sacerdote, ha voluto mandare un contributo che individua negli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola una grande innovazione… Ecco il testo. Persona, discernimento, web: “Esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola Esercizi spirituali e web non sono un ossimoro. I primi: spazio dilatato, prolungato e ritmato, luogo fisico ricercato e tranquillo, tempo riflesso e di riflessione, ambiente che tutto converge al saper mettere ordine dentro di sè, una guida...
Progetto per il discernimento. Articolo inviato da Elena Schiaffino, cofounder di Engitel: http-html
A seguito del lancio del progetto per il discernimento abbiamo ricevuto alcuni contributi. Questo è di Elena Schiaffino, cofounder di Engitel, ed è dedicato a: “http-html”. Ecco il testo. Http-html L’innovazione più strepitosa è arrivata a cavallo fra il secondo ed il terzo millennio. Ma è quella che, ancora oggi, permette a tutti noi di scrivere su questo blog. È il protocollo HTTP unito all’HTML. E sottolineo HTML (siamo alle quinta versione e chissà quante ne seguiranno): non XHTML. È il linguaggio comune su cui si basa la condivisione di idee e creazioni nel millennio che verrà. Blog...
Edge. La scienza che dovremmo conoscere meglio
Con Edge, ogni anno, si scopre una domanda strategica e si trovano risposte di persone notevoli che fanno ricerca e condividono le loro esperienze. Quest’anno la domanda è: quale termine o concetto scientifico dovrebbe essere più diffusamente conosciuto? E le risposte sono un percorso nella conoscenza che vale la pena di esplorare. Anche perché quest’anno la domanda spinge a cercare una maggiore consapevolezza sul senso della scienza: che è certamente fondata identitariamente sul suo metodo ma conduce ad allargare la visione del mondo e discutere – magari migliorare –...
Dalla post-verità alla post-scienza… Germania, Elsevier, open access, “predatory publishing”
La Germania rifiuta di pagare Elsevier per gli abbonamenti alle riviste scientifiche delle università. L’editore di tante riviste scientifiche fa oltre il 40% di margine di profitto sul suo fatturato. Continua ad alzare il prezzo degli abbonamenti. Non paga coloro che fanno la peer review, si fa pagare molto per concedere l’accesso alla lettura degli articoli scientifici. Per converso i contribuenti pagano la ricerca pubblica, gli stipendi dei professori che fanno la peer review degli articoli, gli abbonamenti delle università pubbliche. La cosa non può funzionare più così, dice la Germania...
Progetto per il discernimento. Articolo inviato da Paolo Subioli, giornalista Zen in the City: La mente estesa nell’era digitale
A seguito del lancio del progetto per il discernimento abbiamo ricevuto un primo contributo. È di Paolo Subioli, giornalista Zen in the City ed è dedicato a: “La mente estesa nell’era digitale”. Ecco il testo che abbiamo ricevuto. La mente estesa nell’era digitale Proprio all’inizio di questo millennio, nel 2007, è comparso un oggetto destinato a imprimere una svolta nella storia dell’umanità, per quanto ne possiamo capire oggi. Lo smartphone – in questi pochi anni che ci separano dal lancio del primo modello di iPhone – ha già cambiato radicalmente i...
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