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È possibile rispondere all’arretratezza italiana nell’innovazione?

Massimo Sideri ha prodotto un servizio eccellente, oggi sul Corriere della Sera, sui ritardi dell’investimento italiano in ricerca e innovazione. Il titolo è “La grande ricchezza sprecata. Solo l’1,3% del Pil va all’innovazione” (Corriere). L’idea è straordinariamente efficace: l’Italia è un paese tradizionalmente innovatore, o almeno densamente popolato di innovatori, ma non riesce a innovare oggi. E al centro della questione c’è la scarsità di investimenti in ricerca e in venture capital per sostenere lo sviluppo delle startup. L’articolo esce in un momento...

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Lo 0,7% che possiede il 45,2% della ricchezza del mondo

Credit Suisse ha pubblicato una vasta ricerca sulla distribuzione della ricchezza nel mondo. E ha trovato che 3,4 miliardi di adulti hanno meno di 10mila dollari a testa, il 3% della ricchezza mondiale, mentre i più ricchi, lo 0,7% degli adulti, possiedono 45,2% della ricchezza mondiale (Global Wealth Databook 2015, pdf da 10mega). In totale, il 92% della popolazione adulta mondiale ha il 15,5% della ricchezza del mondo. L’8% della popolazione adulta mondiale ha l’84,5% della ricchezza del mondo. Lo studio è stato realizzato da Anthony Shorrocks e Jim Davies. The Credit Suisse...

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CRISPR-Cas9, gene editing: il bisogno di una scienza delle conseguenze

La locuzione “gene editing” ha avuto successo. Dal nulla è arrivata a crescere verticalmente (nella foto in alto, il risultato di una ricerca del termine su Google Trend). Dà l’idea che si possano ormai modificare le sequenze di geni di ogni specie vivente con la stessa facilità con la quale si “edita” un testo sul computer. Ed è il titolo più comune che si affida agli articoli relativi alla tecnica CRISPR-Cas9 che ha reso facile e poco costoso cambiare un pezzo di DNA con un altro. Le conseguenze di quella tecnica sono visibili. La diffusione degli esperimenti...

Attenzione media Post

La misura nell’ecosistema dell’innovazione. Quello che è importante e il resto

La questione del rapporto tra realtà, informazione e comunicazione è essenzialmente una questione di equilibrio. Un po’ come l’equilibrio ecologico è diventato un punto di riferimento concettuale per valutare la salute di un ambiente, così potremmo imparare l’equilibrio mediatico per valutare la salute di un’infosfera. Le critiche che vengono sempre fuori – non solo in Italia – dopo un evento che annuncia qualcosa cui molti tengono e che però non appare in linea con la realtà, sono piuttosto fisiologiche. Casomai è patologico il livello di tensione polemica...

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Il bicchiere a metà. L’identità di un paese non è definita dallo storytelling, ma dalla storia

Una policy orientata al bene comune ha una portata di lungo termine, è implementata da una successione di governi e dovrebbe essere inclusiva, aperta, collaborativa. Spesso non è così. La policy europea di questi anni è andata avanti in modo poco inclusivo e sta generando contraccolpi distruttivi. Come si è visto con le elezioni polacche e francesi. Con fermenti analoghi in molti altri paesi. Vediamo in proposito una microstoria. Quella del digitale italiano. Quando le logiche della comunicazione partigiana sono applicate a un tema strutturale come quello della modernizzazione digitale di un...

Bill of rights Post

Diritti e poteri

L’opposto dei diritti non sono i doveri, ma i poteri. La questione centrale dei diritti umani è l’equilibrio dei poteri. L’asimmetria del potere, in internet e non solo, va limitata con l’affermazione dei diritti umani. E la difesa dei diritti umani va ottenuta limitando il potere di infrangerli. La sorveglianza di massa non va valutata in termini di contrapposizione tra sicurezza e privacy, ma in termini di conseguenze di potere. Chi può operare una sorveglianza di massa acquisisce un potere enorme, inarrivabile, totale, sulle persone. Un potere che è poi...

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Luca Spaziani: DigitAbili. L’innovazione tecnologica come opportunità per superare l’handicap

Luca Spaziani ha scritto “Digitabili” un libro eccellente sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica per superare le limitazioni che incontrano le persone con handicap. E mi ha chiesto una prefazione. La riporto qui. Quando la batteria dello smartphone sta per esaurirsi la persona che lo usa comincia a sentirsi a disagio. Quello strumento si è insinuato nella sua vita quotidiana in modo tanto intenso che farne a meno è una prova. Non sono moltissime le tecnologie che hanno avuto altrettanto impatto sul cambiamento umano, ma non sono neppure pochissime:...

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Questa volta è diverso. Agenda digitale senza alibi. Ed è positivo

Dicevamo su Nòva, domenica scorsa, che la governance dell’agenda digitale non ha più alibi. È un’espressione giornalistica che sintetizza una convinzione: i piani sono buoni, il tempo perso è troppo, la qualità della comunicazione ha caricato molto le aspettative. Quindi non c’è altro da fare che realizzare quanto promesso. La prossima volta che ci sentiremo, dovrebbe dire il governo, sarà per spiegare le cose che saranno state fatte. Non ci sono alternative. In ogni caso, la prossima volta che gli italiani staranno attenti a quanto dice il governo su questa vicenda non sarà...

Attenzione media innovazione Post

L’equilibrio tra aspettative e realtà. Il senso critico. La strategia dell’innovazione. Dalla ricerca di consenso alle decisioni strutturali

Ieri al convegno sul digitale “Direzione Hackathon 2016” che si è svolto al Castello Svevo di Trani ha parlato Francesco Caio, amministratore delegato delle Poste. Oggi ne riferisce Andrea Biondi sul Sole 24 Ore: «Il digitale – dice Caio – è per i nostri anni come la siderurgia per la fine dell’800. Un motore di sviluppo. Ma ci si è chiesti dove si vuole puntare? Il sistema finanziario zoppica e la politica industriale non è granché. Ci si è chiesti come sostenere i centri universitari, sul come attirare i fondi, sulle regole per la fiscalità?». È stata costruita una strategia operativa...

Bill of rights Post

Sorvegliare e terrorizzare

Come in un riflesso pavloviano, il discorso intorno alla sicurezza a fronte degli attacchi terroristici sfiora pericolosamente l’antica opinione secondo la quale la lotta al terrorismo è una guerra e per difendersi in una guerra bisogna rinunciare alla libertà. È esattamente quello che ha fatto chi comandava l’amministrazione andata sotto il nome dell’ex presidente americano George W. Bush: orrore, paura, irrazionalità, possibilità di cambiare le leggi per aumentare il potere del governo e dei servizi, conseguentemente prendere decisioni che altrimenti sarebbero state impopolari o illegali...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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