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La terza parola più ricercata su YouTube

La terza parola più ricercata su YouTube? Prima di tutto la risposta: la terza parola più ricercata nel mondo finora nel 2020 su YouTube è ASMR, secondo Ahrefs. L’acronimo sta per “autonomous sensory meridian response”. Si è scoperto che, sentendo qualcuno sussurrare o vedendo qualcuno muovere le mani in modo delicato, alcune persone – non tutti – sentono qualcosa come un formicolio che parte dalla testa e si allarga alla schiena e agli arti e che sfocia in una sorta di tranche con euforia o rilassamento. Il che ha generato una quantità di video su YouTube nei quali ci sono...

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Fakebook. Le piattaforme e i pubblicitari si mettono d’accordo

Dopo qualche mese di confronto, durante i quali molti importanti inserzionisti pubblicitari hanno boicottato Facebook e altre piattaforme accusandole di non fare abbastanza per contenere la diffusione di falsità e odio online, è arrivato un accordo. Pubblicitari e piattaforme, comprese Facebook, YouTube e Twitter, adottano le stesse definizioni per individuare i post dannosi per la società e le persone. Si creano standard per il monitoraggio della diffusione di fake e odio. Si affidano alcune decisioni ad autorità indipendenti. Si migliorano i sistemi di accesso e gestione dei dati...

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When I’m 64

Today is the day… and it’s okay.

Beh, cioè… Il futuro cambia con l’età. Il presente cambia di più. Il passato si allunga.

Non si riesce a fare niente di meglio che adattarsi.

Felicemente.

Se l’umano è plurale, peraltro, ha molte età. Quella del suo corpo, fatta di un certo numero di anni. Quella delle sue comunità che possono avere decenni o anche secoli. Quella della sua civiltà che talvolta si misura con i millenni.

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La privacy del browser. Vince Brave secondo Douglas Leith

Una ricerca di Douglas Leith, Trinity College Dublin, mette a confronto alcuni browser per vedere quanto salvaguardano la privacy e quanto comunicano informazioni a server terzi. Brave risulta molto amico dell’utente. Edge e Yandex sono più amici dei sorveglianti. Chrome, Firefox e Safari sono più o meno in mezzo.
Ecco il paper:
“Web Browser Privacy: What Do Browsers Say When They Phone Home?” di Douglas J. Leith, School of Computer Science & Statistics, Trinity College Dublin, Ireland

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Strategia italiana per l’intelligenza artificiale in preparazione

Uno studio per la Commissione Europea mostra come 14 stati membri dell’Unione abbiano una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale. L’Italia non è tra questi, anche se il processo per pubblicare la sua strategia nazionale è in corso e arriverà a compimento presto. (AI Watch – Artificial Intelligence in public services). L’Italia, se il piano andrà in porto, avrà un coordinamento dei centri di ricerca, un sistema di decisione interministeriale, più di due miliardi da investire in tecnologie connesse. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale che il settore pubblico ha già...

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McKinsey: quanto ci metteranno i vari settori a ritornare alla loro dimensione economica pre-covid?

Secondo McKinsey, alcuni settori impiegheranno molti anni per ritornare al livello di contributo al Pil che avevano prima dell’epidemia. I settori più colpiti, da questo punto di vista, ci metteranno anche cinque anni a recuperare il livello perduto. Eccoli:
– arte, divertimento
– ospitalità, ristorazione
– servizi per l’educazione
Vedi: COVID-19 recovery in hardest-hit sectors could take more than 5 years

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Abbiamo un futuro?

Abbiamo un futuro? Calma: è solo una domanda. E, tanto per anticipare la conclusione, la risposta è “sì”. Ma il percorso per arrivare a quella risposta non è così ovvio. «There is no “ahead” in a world that is an echo chamber of instantaneous celebrity.» C’è qualcosa di magico in questa frase di Marshall McLuhan, del 1964, pubblicata da Bruce Rosenstein su Twitter. Non c’è futuro in un mondo ridotto a una bolla autoreferenziale per celebrità istantanee, diceva dunque Marshall McLuhan nel 1964. Se l’ambiente mediatico attraverso il quale ci facciamo un’idea della realtà è...

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Twitter, Trump, Facebook. Un momento di riflessione per la media ecology

La questione Twitter-Trump-Facebook è una nuova tappa della trasformazione del significato sociale e mediatico di quei dispositivi che abitualmente si definiscono media sociali. Questo è un post di ricerca per avanzare nel ragionamento che serve a intravvedere dove tutto questo ci può portare. I dipendenti di Facebook che con coraggio hanno preso posizione pubblicamente su Twitter contro la decisione di Mark Zuckerberg di non rimuovere il post di Donald Trump che incita alla violenza dopo aver chiamato “teppisti” i manifestanti che protestano per l’assassinio di George Floyd commesso da un...

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A proposito di Uber Italia. Quattro scenari. Progresso, fascismo e deviazioni varie

La vicenda del presunto caporalato a Uber Italia è indicativa. Non è che il progresso coincida con l’avanzata del digitale. Secondo l’accusa, alcuni dipendenti di Uber Italia usavano proprio la tecnologia digitale per operare un terribile sfruttamento ai danni di lavoratori precarissimi e molto bisognosi. Del resto, la tecnologia digitale non ha impedito a Facebook di disinteressarsi tanto della privacy da consentire a Cambridge Analytica di manipolare le elezioni americane manipolando le informazioni a disposizione di milioni di cittadini. In fondo, la propaganda che sfrutta i momenti di...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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