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Festival di Perugia

Il pubblico di questo Festival del giornalismo di Perugia sembra qui per dimostrare qualcosa di molto importante. Ci sono moltissime persone, tanti giovani appassionati, tante domande alla fine delle sessioni. I giornalisti qui, in generale, non si lamentano ma raccontano fatti e impressioni. E’ una festa: ma non del loro mestiere. E’ una festa dei frutti del loro mestiere. Il successo del Festival segnala forse in modo indiretto il bisogno di un’informazione migliore in questo paese. Ma oltre a segnalare quel bisogno, lo soddisfa: offrendo nello stesso tempo la...

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Back to basic

Marco Travaglio non si scompone di fronte alla crisi dei giornali. «Internet non è la morte dei giornali. E’ uno stimolo per i giornali a capire perché stanno perdendo lettori prima di averli persi tutti. (Al Festival del giornalismo).

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Giornalismo investigativo

Per chi volesse avere un esempio di giornalismo investigativo all’epoca di internet, questa storia del contrabbando di sigarette in America sembra fantastica.

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Saluti al giornale

Oggi Ferruccio de Bortoli saluta la redazione de Il Sole 24 Ore.  Quando un giornalista comincia, pensa che scrivere sia esprimere se stesso. Ma anche nei casi migliori, quelli nei quali il giornalismo si fa per il pubblico e per nessun altro, scopre che non è così. Allora, per lui comincia un inferno. Dal quale la sua scrittura emerge impersonale: lui, il giornalista ha fatto un passo indietro per dare il massimo dell’importanza ai fatti e alle persone che deve mostrare al pubblico. Per qualcuno, quell’inferno è senza ritorno. Per altri è solo la prima parte del viaggio...

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Giornalismo insostenibile

Un pezzo ricchissimo di Mark Bowden su Arthur Ochs Sulzberger Jr., editore del New York Times. E un assaggio:
“American journalism is in a period of terror. The invention of the
Internet has caused a fundamental shift not just in the platform for
information–screen as opposed to paper–but in the way people seek
information. In evolutionary terms, it’s a sudden drastic change of
climate. One age passes and a new one begins. Species that survive the
transition are generally not the kings of the old era”.

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Giornalismo sostenibile

Dopo Propublica, la strada del giornalismo sostenuto dal finanziamento della comunità si sta riempiendo di nuove iniziative. Il Center for media change ha lanciato ReelChanges, un sito per organizzare documentari finanziati da una comunità di sostenitori, e Spot.us, un servizio per organizzare giornalismo a sua volta finanziasto dai cittadini. Nel frattempo, lo Huffington Post sta organizzando una raccolta di fondi per sostenere giornalisti investigativi freelance nel loro lavoro. E’ chiaro che si tratta di una conseguenza dell’idea secondo la quale il giornalismo è un servizio...

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Iht: l’Europa insegna a fare i giornali…

Il sito rinnovato dell’International Herald Tribune è diventato anche graficamente la versione “global” di quello del New York Times, il suo editore.

Dedica un lungo articolo ai giornali europei di fronte alla crisi, osservando che in alcuni casi si mostrano molto abili nell’adattarsi a internet, spesso molto più di quanto non accada ai giornali americani.

Per chi fosse stupito da questa osservazione, va precisato che i giornali europei di cui si parla nell’articolo sono prevalentemente tedeschi e norvegesi…

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Basta con il panico dei giornali

Non è certo con il panico che gli editori e i giornalisti possono reagire costruttivamente alla crisi. Anche se i fatti non sono facili da digerire, l’unica strada è comprendere sul serio la situazione che si sta creando, costruire una visione del servizio che il giornalismo può svolgere nella società e innovare con coraggio per arrivarci. Su questa strada vanno avanti le iniziative, le proposte intellettuali, le discussioni. Steven Berlin Johnson fa un riassunto della conversazione seguita al suo discorso di Austin. Il suo contributo è gratificante per il “tenutario” di...

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Salvataggio pubblico dei giornali

Non sta in piedi l’idea che i giornali siano salvati dall’autorità pubblica. Non si può fare informazione indipendente come dipendenti dello stato. Anche se in America ne stanno parlando (e Jeff Jarvis lo critica duramente, via Felice). E anche se in Italia le dinamiche stato-mercato restano vagamente immature (sì, l’understatement non mi dispiace…). A parte gli scherzi, i salvataggi in questo periodo possono essere visti come una soluzione immediata agli effetti dolorosi dei cambiamenti in atto. Ma non sono un modo per evitare i cambiamenti fondamentali. Dei quali...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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