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Festival di Perugia

Il pubblico di questo Festival del giornalismo di Perugia sembra qui per dimostrare qualcosa di molto importante. Ci sono moltissime persone, tanti giovani appassionati, tante domande alla fine delle sessioni.

I giornalisti qui, in generale, non si lamentano ma raccontano fatti e impressioni. E’ una festa: ma non del loro mestiere. E’ una festa dei frutti del loro mestiere. Il successo del Festival segnala forse in modo indiretto il bisogno di un’informazione migliore in questo paese. Ma oltre a segnalare quel bisogno, lo soddisfa: offrendo nello stesso tempo la dimostrazione che le persone che possono contribuire a fare e volere un’informazione migliore ci sono.
Arianna Ciccone e Chris Potter, del Filo di Arianna, vanno davvero ringraziati.

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  • Ho notato anch’io questa esigenza di sapere, di quell’accuratezza che è venuta via via allentandosi con il seguito di logiche televisive.. Non ero ancora sicuro che ci fossi stato oggi pomeriggio.. I più giovani ripongono forti aspettative nella professione, soprattutto quelli che idealmente vorrebbero cambiare determinate logiche, una volta entrati nella professione. Quando interpretano il pubblico dei lettori invece molta sfiducia si avverte, forse inconsapevoli quante sono le mediazioni tra interessi, come se il valore da perseguire fosse la verità. Questo porta inevitabilmente a valutare l’operato in termini di smascheratori eroici e detentori di arcani segreti. E’ sottovalutata insomma, proprio perché non conosciuta la ruotine di produzione e i suoi vincoli, visti più come scelta deliberata che necessità produttiva. La televisione per esempio è riuscita con il manifestare la logica del suo newsmaking un prodotto di grande appeal, legittimandosi semplicemente mettendolain luce.
    Mi rendo conto che nelle testate stampa è più arduo sensibilizzare il pubblico sui fattori di processo di creazione della notizia, ma la strada delle credibilità è quella.

  • Hai descritto alla perfezione il clima che si respira in questi giorni a Perugia, mi permetto di aggiungere che si respira un’atmosfera molto “internazionale”, paragonabile per certi versi a quella di Umbria Jazz. Veramente un ottimo lavoro.