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Saluti al giornale

Oggi Ferruccio de Bortoli saluta la redazione de Il Sole 24 Ore. 

Quando un giornalista comincia, pensa che scrivere sia esprimere se stesso. Ma anche nei casi migliori, quelli nei quali il giornalismo si fa per il pubblico e per nessun altro, scopre che non è così. Allora, per lui comincia un inferno. Dal quale la sua scrittura emerge impersonale: lui, il giornalista ha fatto un passo indietro per dare il massimo dell’importanza ai fatti e alle persone che deve mostrare al pubblico.
Per qualcuno, quell’inferno è senza ritorno. Per altri è solo la prima parte del viaggio. Difficile dire che cosa ci sia nella mente dei veri maestri del giornalismo per chi come me è al massimo arrivato soltanto in purgatorio. Ma da quello che si vede da quaggiù, i maestri hanno scoperto come rigenerare l’espressione personale nel loro mestiere. Imparano che più che nel singolo articolo o nel singolo fatto riportato, la loro personalità viene fuori nel lungo periodo: nella ricerca che serve per l’interpretazione dei fatti e delle persone. E quella ricerca, in fondo, è la loro biografia professionale. E personale.
(ps. Lo so, per i blogger è forse l’opposto. Ne discuteva Mantellini a VeniceSessions. I blogger possono partire dal personale per sviluppare una personalità. E per quelli che tra loro vogliono fare anche informazione, la scoperta di quel passo indietro che talvolta spersonalizza la scrittura per aiutare a emergere il fatto raccontato è una conquista che si fa col tempo o con la buona educazione. E’ nella citazione della fonte, è nel rispetto degli altri, nella libera scelta di seguire un metodo di raccolta, selezione e dimostrazione di ciò che si dice. I due percorsi – del giornalista e del blogger – sono forse diversi: l’informazione è invece materia comune, che si distingue dalla chiacchiera e dalla comunicazione per il metodo trasparente e condiviso con il quale si produce).

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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