Home » Approfondimenti » Bill of rights » Un piano per fare l’Europa più forte nel digitale
Bill of rights innovazione Post ricerche visioni

Un piano per fare l’Europa più forte nel digitale

Il rapporto per la direzione generale per la competizione della Commissione Europea va letto. Si intitola “Competition Policy for the digital era” (pdf) e datato 4 aprile 2019.

Riguarda regole e strategie. Ma parte da una comprensione finalmente appropriata delle specificità dei mercati digitali: 1. economie di scala estreme (costo di produzione dei servizi digitali molto meno che proporzionale al numero dei clienti serviti); 2. esternalità di rete (la convenienza ad usare una tecnologia di rete cresce geometricamente con il numero di utenti sicché una nuova tecnologia nettamente migliore può essere adottata solo se gli utenti della tecnologia dominante operano una migrazione coordinata verso la nuova piattaforma il che rischia di rallentare l’innovazione); 3. ruolo essenziale dei dati (i dati sono cruciali per la qualità dei servizi esistenti ma guidano anche il potere futuro delle piattaforme determinando lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e aumentando l’esperienza degli algoritmi messi in opera dalle piattaforme dominanti).

Insomma, i grandi operatori che controllano un mercato sono molto difficili da sloggiare. Per questo le politiche pro-competizione devono modificarsi. Non si tratta più solo di evitare il controllo di quote di mercato eccessive per via di acquisizione da parte dei monopolisti. Occorre ripensare ai criteri di vantaggio dei consumatori (non solo attuali ma futuri), alla definizione dei confini di un mercato, alle misure che quantificano la dominanza di una piattaforma, imporre alle piattaforme dominanti di provare che la loro condotta è pro-competitiva e non stanno abusando del loro potere. Per promuovere la competizione tra le piattaforme e alle piattaforme dominanti occorre inoltre superare la logica dell’intervento ex-post e strutturare una strategia proattiva. Salvaguardare la multicanalità, ridurre al minimo gli aiuti diretti e indiretti alle piattaforme dominanti, favorire la portabilità dei dati e l’interoperabilità delle piattaforme (come peraltro suggeriva la Dichiarazione dei diritti in internet). Le norme in proposito contenute nella GDPR sono esplicitamente connesse a questo obiettivo.

Vedi:
Shaping competition policy in the era of digitisation
Risposte alla call for contributions (da notare le risposte di Booking, Mediaset, Microsoft, Telefonica, Intesa, Vodafone e altri).
Europe’s Media Lab
Digital Innovation. Seizing Policy Opportunities

Commenta

Clicca qui per inserire un commento

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

Video

Post più condivisi