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Knowledge management: sta per partire il corso di quest’anno all’università di Pisa

Il corso di knowledge management all’università di Pisa sta per iniziare. Il primo appuntamento è il 21 marzo. Il calendario completo è sul sito dell’università.

La conoscenza è al centro della generazione di valore, nell’economia contemporanea. E l’economia è immersa nel senso sociale, culturale, ecologico che la contemporaneità riesce a produrre e riconoscere. Le dinamiche di creazione, memorizzazione, elaborazione, comunicazione, applicazione della conoscenza diventano le dinamiche essenziali delle organizzazioni, aziendali e non.

Il management non è più il semplice supporto operativo che realizza la volontà altrui, tipicamente imprenditoriale. E allo stesso modo la tecnologia che il management della conoscenza utilizza non è più semplicemente lo strumento che mette in opera le dinamiche dei detentori della visione strategica. Il management interpreta attivamente e creativamente la visione imprenditoriale per aggiungere valore all’alimentazione della conoscenza dell’organizzazione. E la tecnologia incarna questa interpretazione dal punto di vista dell’esperienza maturata dai suoi progettisti. In generale, manager e tecnologia abilitano le squadre aziendali a creare conoscenza, a condividerla in modo sincrono e asincrono, ad applicarla alle operazioni dell’organizzazione, a vedere costantemente come si potrebbe migliorare qualcosa, a immaginare quello che potrebbe accadere in futuro.

Il management della conoscenza pervade dunque ogni aspetto della vita dell’organizzazione, dalla strategia generale alla costruzione della squadra che la deve realizzare, dalla relazione con il mercato alla relazione con i fornitori, dalla progettazione della produzione al disegno dei flussi finanziari. E così via. E tutto questo si incarna nell’interfaccia che serve a connettere le persone con le comunità e le collettività attraverso gli strumenti digitali e analogici che sono a disposizione per questo scopo.

Al corso, anche quest’anno, la didattica è molto partecipata e oltre alle lezioni proposte dal docente ci sono i progetti realizzati dagli studenti. La materia infatti è affascinate, complessa e proponibile da diversi punti di vista: come la conoscenza. E la responsabilità di progettare i modi con i quali si gestisce la conoscenza è una scoperta della quale occorre fare l’esperienza al più presto.

La contemporaneità ha messo in discussione le forme tradizionali del knowledge management: dalle biblioteche ai musei, dagli archivi ai giornali, dalle scuole dalle università e ai centri di ricerca, e così via. Le piattaforme di gestione dell’informazione non sono riuscite a diventare consapevoli piattaforme di gestione della conoscenza: di fronte alla complessità, gli algoritmi delle piattaforme che servono da motore di ricerca o da social network, appaiono preziose ma insufficienti, perché tendono a banalizzare più che a semplificare, perché cercano risposte immediate a problemi semplici, piuttosto che risposte impegnate a caotici percorsi creativi.

Il corso è apprendimento e ricerca. Alla fine le organizzazioni che apprendono sono organizzazioni che conoscono il metodo con il quale si fa ricerca. E un corso dovrebbe essere un’organizzazione che apprende…

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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