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Zuckerberg, buon pastore. Internet.org si aggiusta in Free Basics by Facebook

La controversa internet.org è stata pensata da Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per portare alcuni servizi web gratis (traffico dati mobile compreso) a chi non si può permettere una connessione completa alla rete. È un’applicazione dello schema “zero rating”, considerato la più sottile minaccia alla net neutrality del momento. Il punto è che chiamare internet.org una cosa che offre l’accesso gratis a qualche decina di siti è una manipolazione concettuale: se non è libera, neutrale e aperta, una rete non è internet. E infatti adesso Zuc ha cambiato nome al suo servizio è lo chiama: Free Basics by Facebook.

Zuc dice che portare un po’ di internet a chi non ce l’ha è meglio di niente. E aggiunge che portare tutta internet a tutti è troppo costoso. Ma in che senso? È troppo costoso perché il traffico che consumerebbero gli utenti sarebbe molto più grande se potessero andare oltre i servizi essenziali? Ma allora non si potrebbe dare gratis un certo ammontare di dati ma consentire l’accesso a qualunque sito? Probabilmente, Zuc ha considerato questa alternativa e non l’ha scelta. Perché?

L’accesso gratis a una selezione di siti fa apparire Facebook come una sorta di equivalente di internet nel suo complesso a chi non può vedere il resto. In generale, Facebook sta tentando di assorbire tempo e traffico degli utenti della rete offrendo tutte le feature basilari nella sua piattaforma. Ma per i miliardi potenziali di utenti dei suoi Free Basics, Facebook avrà molto meno concorrenza per il tempo e il traffico.

Intanto internet.org diventa piattaforma dove Facebook accoglie altri servizi che vogliono arrivare nella stessa modalità agli utenti che sfruttano lo schema pensato da Zuc. Ma Facebook è il gatekeeper.

Facebook ha diritto di fare questo e altro. Ma non dovrebbe manipolare le parole. Questa non è internet. Chiamarla in questo modo è sbagliato. Forse non è neppure giusto presentarla come una forma di aiuto a chi non si può permettere internet: appare piuttosto come una forma lungimirante di marketing. Il che non significa che i suoi utenti non ne saranno contenti, anzi.

Vedi:
Update to Internet.org Free Basic Services
Facebook changes name of Internet.org app and mobile website to Free Basics by Facebook
Free Basics vs. Basic Internet Freedom: Three questions for Mark Zuckerberg
Announcing the Internet.org Platform
Mark Zuckerberg: “It’s Not Sustainable to Offer the Whole Internet for Free”

Vedi anche:
Due notizie da mettere assieme. Due errori contrapposti. Facebook come servizio pubblico. Wikipedia come punto di vista privato. Le nuove istituzioni della rete vanno pensate meglio

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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