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Google e Facebook si affrettano lentamente sulle fake news

Vivek Wadhwa ha scritto un pezzo da leggere sul Washington Post intitolato: What Google and Facebook must do about one of their biggest problems. Mette in luce il rischio che corrono le piattaforme come Facebook e Google se non trovano il modo di qualificare l’informazione che distribuiscono. Osserva ovviamente che non è facile trovare quel modo. Ma sostiene che quelle imprese così intelligenti dovrebbero essere in grado di affrontare seriamente anche un problema così difficile. Se si impegnano. Il pezzo è scritto essenzialmente per dire che non si impegnano abbastanza. Vivek Wadhwa ha...

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Letture del lunedì. Sostenibilità della tecnologia, ripensamenti sui giornali e fake a base di intelligenza artificiale, industria 4.0 senza miti. E altro. Reading Monday

Reading monday. Nella quantità di letture fatte nel weekend, molte delle quali si erano accumulate da qualche settimana, scelgo quelle che probabilmente vale la pena di condividere. Diritti umani e tecnologia. Mariateresa Garrido Villareal, University for Peace, ha curato una vasta survey ispirata all’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sviluppo, equità, ambiente. Educazione, soprattutto. La panoramica è impressionante, come del resto merita l’argomento. Non tutti i contenuti sorprendono, ma l’insieme è molto utile. Il pdf è disponibile. Notizie separate dai media. Katherine G. Fry...

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Il senso di responsabilità per il commons internettiano

Ieri al dibattito “Reset democracy: Political Participation and Digitalization: Risk or Opportunity for Our Democracy?” organizzato dall’istituto italiano di cultura a Bruxelles e dall’omologo istituto tedesco, il moderatore Jacopo Barigazzi ha ricordato le tre questioni poste da Tim Berners-Lee sulle cure delle quali ha bisogno il web (Three challenges for the web, according to its inventor). Che cosa non va nel web di oggi secondo il suo inventore? Dice, appunto Tim Berners-Lee: 1) We’ve lost control of our personal data 2) It’s too easy for misinformation to spread on the web...

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Correlazioni e cause: social media, giornali, populismo

Walter Quattrociocchi esce lunedì 6 marzo con un nuovo articolo su Pnas. Analizza le echo-chamber che si formano sui social network studiando le interazioni di 376 milioni di utenti Facebook con più di 900 giornali e sistemi di produzione di notizie. Quattrociocchi dimostra che la teoria della “selective exposure” domina il consumo di notizie e crea diversi ambienti segregati e non comunicanti basati su diversi pregiudizi e diversi conformismi: in queste echo-chamber le notizie che contraddicono le opinioni dominanti vengono respinte o ignorate. Le false notizie che aderiscono...

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Novità nella pubblicità su Facebook

Facebook ha annunciato che consentirà controlli indipendenti sui dati della pubblicità che appare sulle sue pagine. E che aprirà nuove opzioni per le inserzioni, comprese gli annunci con l’audio acceso. (Facebook, Techcrunch, AdWeek)
Una potenza pubblicitaria mondiale non poteva restare totalmente priva di trasparenza per i clienti. Anche l’esempio della finanza e dei suoi controllori dimostra che non è facile aggiungere trasparenza a un business nel quale il potere è tanto concentrato.

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Il boom degli abbonamenti al Guardian

La strada della sostenibilità di un buon giornale è basata sempre meno sulla pubblicità e sempre più sugli abbonamenti. E la strada è percorribile. Il Guardian per esempio è passato in un anno da 15mila a 200mila abbonati. Si può fare. Purché il giornale sia fatto bene (riporta Digiday). Chi fa affidamento solo sulla pubblicità è tentato di essere fedele soprattutto agli inserzionisti, o può generare questa impressione. Chi fa affidamento sugli abbonamenti deve essere fedele al pubblico, deve dare valore al pubblico, deve migliorarsi costantemente per aderire alle esigenze informative del...

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Grande Ethan! Un passo avanti sul tema: a chi giovano le notizie false e che cosa possiamo fare

Ethan Zuckerman scrive un grande pezzo sul tema delle notizie false (Medium: Stop saying “fake news”. It’s not helping). Va letto. Ma in sintesi dice che attribuire la responsabilità della vittoria di Trump alla disinformazione è purtroppo una forma di cattiva informazione. Che avvantaggia paradossalmente Trump. In quanto – e qui sta il punto – alimenta la sensazione che non esista buona informazione, che tutta l’informazione sia inquinata, che dei media non ci si possa fidare: con la conseguenza di rafforzare ogni tipo di manipolazione della realtà. La strada è costruire uno...

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Una critica radicale della soluzione algoritmica al problema del falso online

Non è possibile affrontare il falso sui social network senza il ricorso a un po’ di algoritmi, visto il gigantismo del numero di post prodotti dal miliardo e rotti di persone che in media sono per esempio su Facebook ogni giorno. Ma gli algoritmi non possono risolvere il problema del falso sui social senza prendere in considerazione un insieme di operazioni editoriali, perché in fin dei conti la questione è politica, dice Henry Farrell che insegna scienza politica e affari internazionali alla George Washington University (chronicle). Chi ha ragione? Farrell è convinto che la forza e la...

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Per la bonifica dell’ecosistema dei media. Un passo alla volta

Abbiamo capito che la diffusione di false informazioni è un problema che si può affrontare soltanto progettando qualcosa di nuovo. Nel senso che non si torna indietro, si può solo andare avanti: in una società nella quale la classe dirigente tradizionale e le autorità culturali tradizionali hanno perso credibilità, ma in una società nella quale le nuove piattaforme sono troppo “algoritmiche” e generano relazioni e informazioni indistinte e indistinguibili. Occorre un progetto per il discernimento che serva a valorizzare la qualità. Occorre una teoria, una narrazione, una forma di...

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La classe dirigente sfiduciata

Il concetto stesso di classe dirigente è travolto dalla disperante distanza che si coglie in occidente tra le aspettative e la realtà. È la conseguenza della grande trasformazione che genera timori e reali difficoltà alla popolazione. Ma è anche un’implosione, visto che le classi dirigenti incapaci di rispondere alle difficoltà vissute dalla popolazione e poste dalla grande trasformazione hanno tenuto il potere promettendo cose che non hanno mantenuto. Manipolando media che hanno perso a loro volta credibilità. E assorbendo nella loro caduta sia la politica che l’economia. Come mostra il...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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