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Super Mario Mandraki. Il gusto alto/basso di Umberto Eco e il potere grande/piccolo di Michel Foucault

Dall’istante in cui Mario Draghi è stato incaricato di formare un governo, si è scatenata un’attività febbrile di ricerca e interpretazione della sua figura pubblica e della sua personalità interiore. Non mancano le dietrologie più allucinate e gli scetticismi più razionali, ma in generale la descrizione che emerge è un insieme di richiami alle sue opere, alla sua formazione, alle sue dichiarazioni che nell’insieme dipingono la figura di una persona perfettamente adatta al compito estremamente difficile che dovrà svolgere. Anzi: la più adatta possibile.

Questo insieme di aspettative si confronterà con la realtà e il risultato è ciò che vedremo. Ma è interessante ragionare sulla narrativa della quale il personaggio Mario Draghi è – forse suo malgrado – protagonista. E mi pare che possa nell’insieme essere ricostruita sulla scorta dell’insegnamento di due grandi pensatori del Novecento. Umberto Eco e Michel Foucault. Non intendo certo richiamare l’opera complessiva di questi due giganti. Ma ricordare due figure delle loro predilezioni interpretative.

Umberto Eco si appassionava alle più sofisticate questioni della semiotica e alle narrazioni popolari più basilari con la stessa straordinaria finezza intellettuale. Il suo gusto dell’alto/basso era generatore di uno sguardo ironico che gli consentiva gli accostamenti più audaci e le intuizioni più rivelatorie. Mi sono domandato che cosa avrebbe detto di Super Mario, il personaggio dei videogiochi della Nintendo diventato uno dei nomignoli più diffusamente utilizzati per parlare di Mario Draghi. Super Mario è un idraulico che deve affrontare avventure di difficoltà crescente, ma in fondo è un buono che aggiusta le cose. D’altra parte la complessità del compito di Draghi è tale da far venire in mente allo scettico anche il personaggio di Mandrake che con un piccolo cambiamento di vocale può diventare Mandraki. Mandrake, forse il primo supereroe dei fumetti, era un mago che combatteva i cattivi usando in modo sempre più interessante il suo potere ipnotico, un potere che esercitava facendo cadere i suoi avversari in pochi istanti in una tranche grazie alla quale li illudeva di vedere qualsiasi cosa lui volesse. Non si può dimenticare che in italiano mandrake è la mandragora, pianta cara a Niccolò Machiavelli. Poiché al centro del giallo raccontato da Eco nel Nome della Rosa c’è la lotta tra l’irrazionale oscurantismo di una parte della Chiesa e la chiarezza razionale di un’altra parte, con le idee sulla commedia di Aristotele come oggetto della questione, un sorriso anche su questi accostamenti fumettistici alla figura di Draghi non potrebbe certo dispiacere a Eco. E neppure allo stesso Draghi, come si evince dal magnifico articolo a lui dedicato da Giorgio Meletti su Domani.

Michel Foucault, nel suo corso al Collège de France del 1978-1979, ha introdotto il concetto di “biopolitica”. In quel corso discuteva della differenza di interpretazione del potere politico che emergeva in Europa nel Settecento, quando l’approccio economico si accostava e spesso si sostituiva a quello giuridico nella definizione della policy. L’approccio giudirico spiegava quali fossero i poteri del sovrano e come potessero essere esercitati legittimamente. L’approccio economico spiegava quali fossero le conseguenze delle decisioni e definiva le scelte giuste o sbagliate in funzione della conoscenza delle logiche del sistema econonomico. Nel primo approccio il potere del sovrano era grande, limitato solo dai diritti dei suoi sudditi e dal potere degli altri sovrani. Nel secondo approccio, il potere del sovrano era piccolo: il suo unico compito era quello di “lasciar fare” alle forze dell’economia. Il corso di Foucaut si teneva, criticamente, proprio in quel 1979 in cui Margaret Thatcher arrivava a incarnare il liberismo, l’anno prima dell’elezione di Ronald Reagan, avviando un ciclo politico di straordinaria importanza, che ha visto arretrare il potere politico a favore di quello economico. Forse è per questo che la biopolitica di Foucault è ricordata soprattutto in relazione al liberismo, anche se l’economia è qualcosa di più articolato e anche se, soprattutto, la storia economica aiuta a vedere la complessità dell’argomento in modo ben più profondo. Io ho seguito al Collège qualche lezione di quel corso del 1979, visto che mi trovavo a Parigi a lavorare con il mio maestro di storia, Fernand Braudel, a sua volta convinto che le strutture storiche contino di solito di più della volontà dei singoli. Ma non necessariamente della loro capacità narrativa.

La narrativa che ha Mario Draghi come protagonista si dimostra simpaticamente aperta all’alto/basso culturale di Eco. E probabilmente al grande/piccolo del potere di Foucault. Ne emerge il migliore dei mondi possibili raccontato da Pangloss a Candide insieme alla consapevolezza dubitativa del suo autore, Voltaire, e dei suoi lettori.

La narrativa si trasformerà man mano che si moltiplicheranno i narratori – tutti quelli che dicono qualcosa nel vasto sistema dei media digitali – che nell’insieme assumeranno una complessità più aderente alle diverse condizioni di vita e di intelletto che li caratterizzano. Le aspettative, intanto, si dovranno necessariamente confrontare con i risultati.

Va anche tenuto presente che una parte della realtà è modellata dalla narrativa. E un anno come quello che abbiamo davanti, un discorso razionale, meno urlato e più informato, con un sottotesto persino ironico, potrebbe almeno avere l’effetto di placare l’aggressività delle parole usate nella polemica politica fino a qualche settimana fa, magari portando sia il consenso che le critiche a confrontarsi con la conoscenza della complessità dei fatti.

Vedi:
La ragione di Draghi. Next Generation Eu non è solo soldi: è riforme
Il governo della transizione /1 – Una struttura di governo da capire
Il governo della transizione /2 – Innovazione incrementale e radicale
Il governo della transizione /3 – Uno stile di comunicazione

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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