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Indirizzo personale su Facebook

Non le voleva Dustin Moskovitz queste url personalizzate per gli utenti di Facebook, dice Chris Messina, che ne ha già una per la fama di cui gode online. Eppure adesso Facebook si propone di offrirle gratuitamente. In pratica, gli utenti avranno una pagina con il loro profilo consultabile digitando un indirizzo tipo www.facebook.com/chrismessina. Chi si preoccupa perché il proprio nome potrebbe essere usato da altri, o perché vorrebbe poter disporre di una particolare soluzione per il suo url (tipo nome.cognome o altro), dovrà tenersi pronto per le 12:01 di New York di sabato (quindi per le...

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Pcc: pc cinesi col filtro

Un dispaccio dell’agenzia Asca e un pezzo del Wall Street Journal segnalano: il governo cinese ha deciso che dal 1° luglio tutti i pc venduti in Cina dovranno essere dotati di un sistema che blocchi l’accesso ad alcuni siti web.

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Omaggio a Blade Runner online

Che cosa era successo prima della storia raccontata da Ridley Scott Philip Dick in Blade Runner? Il regista sta per mettere in scena le risposte. Via web. E via social media. Lo annuncia Brad Stone sull New York Times. E la fascinazione è già palpabile.

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Facebook invece desidera che si parli di Facebook

Un’intervista a Mark Zuckerberg, di Facebook, su Facebook e il suo futuro. Temi: certezza dell’identità, semplicità e sicurezza nello scambio di contenuti e messaggi. E quanto a Facebook, beh, a differenza di Dorsey (Twitter), chiaramente Zuckerberg pensa che sarà protagonista: e che se ne parlerà ancora per molto tempo.

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Twitter desidera che non si parli di Twitter

Jack Dorsey è un vero internettaro. Ha co-fondato Twitter, ha controbuito a cambiare il mondo e ne è supercontento. Ma capisce che tutto questo parlare di Twitter è troppo. Quando avrà avuto davvero successo, di Twitter non si parlerà più tanto. Come non si parlerà più tanto di internet. Quando avremo digerito la valanga di novità internettare, il mondo sembrerà più semplice. Ma sarà perché avremo compreso il passaggio epocale che stiamo vivendo. Fino a quel momento, non possiamo che parlarne. Lo riporta Caroline McCarty.

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Mazza, Fimi: i giornali cambiano musica?

Ricevo e, con il consenso dell’autore, riporto qui una mail di Enzo Mazza, presidente della Fimi. Mazza pensa che i giornali siano in contraddizione: quando si trattava di parlare di musica gratis erano d’accordo, ora che hanno problemi con i giornali gratis cambiano idea. E cita un pezzo firmato da me e Mario Platero nel quale si riportano le opinioni di editori che parlano di “pirateria” contro i contenuti dei giornali. Peraltro, la “pirateria” contro la musica era fatta dai consumatori; quella presunta contro i giornali è eventualmente fatta da...

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Quali Tweet seguono a Twitter

Divertente tabella con tutte le persone che usano Twitter che hanno tra i loro follower almeno una persona che lavora a Twitter. Di Dave Winer. Che spiega in un post come questo suo lavoro sia per lui una forma di giornalismo investigativo, basato sulla scrittura di programmi per computer. Tra l’altro, la velocità con la quale ha realizzato il programmino lo qualifica per collaborare a una redazione da quotidiano. Un dipartimento di ricerca giornalistica che sappia programmare e che dunque tiri fuori dai computer tutto quello che essi possono dare, probabilmente, sarebbe per i giornali...

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Perché Bing / 2

Beh qualche feature nuova si vede in Bing. La fa notare Beet.tv: se si fa una ricerca sui video e si passa il cursore sui risultati, i video partono come per far provare il contenuto agli utenti. E Beet.tv si domanda già se sia legale.

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I soldi russi di Facebook (e una curiosità)

Eterna domanda: ma Facebook li vale 10 miliardi di dollari? La compagnia russa Digital Sky Technology ha pagato 200 milioni per l’1,96% di Facebook, implicitamente valutando la società, appunto, 10 miliardi. Ma li vale? (vedi FreshNetworks). Certo, Facebook ha 200 milioni di utenti (una volta si sarebbe detto che ciascuno di essi è stato valutato 50 dollari). Ma come li genera? Non con la pubblicità: il valore di Facebook non è tanto nella capacità di ospitare pubblicità, anche perché il click through su Facebook è meno di un terzo di quello già basso dei siti medi. La gente sta su...

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La musica del ripensamento

Le major della musica stanno cominciando a capire che le piccole start-up internet che diffondono i brani musicali non sono nemiche ma fanno parte dell’ecosistema che può dare al business un futuro. O almeno questo è quanto conclude il New York Times di fronte al fatto che Warner e Universal hanno deciso di aiutare la Imeem: la piccola azienda fa ascoltare musica a milioni di persone e non ha ancora i soldi per pagare i diritti alle major; e ora che le major l’hanno graziata dei debiti può coltivare la speranza di sviluppare un suo sano modello di business. A vantaggio di tutto...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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