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Knowledge management e intelligenza artificiale. Pisa 2021

Dedicato soprattutto ai ragazzi che seguono il corso di Knowledge Management all’università di Pisa. Le dispense di quest’anno sono qui.

Le regole sull’intelligenza artificiale che sono in discussione a Bruxelles, come comunicate il 21 aprile scorso, sono controverse. C’è chi le trova insufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini per esempio per quanto riguarda il riconoscimento facciale. C’è chi le trova esagerate perché bloccheranno l’imprenditorialità che genera innovazione. E c’è chi le trova equilibrate.

Un fatto è certo. Sono orientate a sviluppare diritti e principi generali piuttosto che a normare i particolari. Il vero effetto potenziale di queste regole è di indirizzare l’innovazione verso scelte più consapevoli dei temi legati ai diritti umani. Ma è tutto da vedere se i cittadini e soprattutto le imprese coglieranno queste regole come limitazioni o come opportunità. Se le imprese europee le coglieranno come opportunità, finiranno con il produrre servizi che possono piacere di più sul mercato mondiale a tutti gli umani che tengono ai loro diritti. Nessuno dice che sia facile.

Penso per questo che alle imprese servirà dare un’occhiata a alcuni libri, classici ma sempreverdi e comunque ultimamente rinnovati, che guidano lo sviluppo dell’organizzazione della conoscenza in azienda.

Peter Senge, The Fifth Discipline, The art and practice of the learning organization, 1996 (nuova edizione 2006), Random House London
Henry Chesbrough, Il futuro della open innovation, Creare valore dall’innovazione aperta nell’era della tecnologia esponenziale, 2021 Luiss University Press, Roma (versione originale 2020)
Ikujiro Nonaka e Hirotaka Takeuchi, L’impresa saggia, Come le imprese creano l’innovazione continua, 2021 Guerini, Milano (versione originale 2019)

Le imprese che prendano sul serio i suggerimenti di questi libri si organizzano in modo da:
1. Pensare la complessità dei sistemi e gestire la conoscenza in modo da imparare continuamente, adattarsi, anticipare i cambiamenti
2. Strutturare format di collaborazione con altre aziende del loro ecosistema, università e centri di ricerca, servizi di comunicazione per migliorare le opportunità di innovazione
3. Progettare la propria relazione con il resto del mondo in modo da comprendere e alimentare lo spazio di conoscenza in comune con gli stakeholder, per scegliere in modo da ricercare il bene comune.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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