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Anche nei giornali “less is more”

L’esperienza del Guardian, del Times e di Le Monde è chiara: meno articoli, fatti meglio, più traffico e più abbonati (Digiday).

È il contrario di quello che si pensava all’epoca dell’ossessione pubblicitaria che suggeriva di aumentare le pagine sulle quali pubblicare inserzioni aumentando le pagine pubblicate. Il che provocava meno qualità e più disaffezione dei lettori.

Chi non l’ha ancora capito ne pagherà ulteriormente le conseguenze: l’informazione di qualità non è quella che fanno i giornali; è l’informazione fatta bene.

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