«Making journalism great again»

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Jack Shafer, su Politico, scrive, giocando sullo slogan principale del nuovo presidente che è stato eletto negli Stati Uniti: «Trump Is Making Journalism Great Again». Perché la connessione tra il trumpismo e la post-truth society potrebbe riportare in auge chi fa giornalismo, cioè informazione con un metodo di qualità, basato su un accuratezza, indipendenza, completezza e legalità; sempre che la campagna trumpiana contro quella che chiama la stampa d’élite non convinca le popolazioni a stare dentro le loro echo-chamber dove vengono informati da pseudonotizie che gratificano le loro opinioni preconcette e dove sono rifiutate tutte le notizie che non le confermano.

Si va controcorrente. Nei tempi recenti, la seconda tendenza ha avuto qualche peso. Edelman Trust Barometer ha mostrato una perdita di credibilità per quasi tutto: aziende, politica, media, ngo (Hbr, Nòva100). Perché nel contesto dell’information overload e della post-truth tutto perde credibilità.

Il che, alla lunga tutto questo potrebbe andare contro anche chi attualmente usa questa tendenza. Ma la scommessa si potrebbe vincere in questo senso soltanto se ci fosse una chiara alternativa al “minestrone” che non sa discernere tra ciò quello che è documentato e ciò che non lo è. La BBC ha una sua idea: «The BBC is to assemble a team to fact check and debunk deliberately misleading and false stories masquerading as real news» (Guardian).

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