Yuval Noah Harari scrive Sapiens: A Brief History of Humankind. Superdivertente la storia dell’agricoltura dal punto di vista del grano (via Kottke): Think for a moment about the Agricultural Revolution from the viewpoint of wheat. Ten thousand years ago wheat was just a wild grass, one of many, confined to a small range in the Middle East. Suddenly, within just a few short millennia, it was growing all over the world. According to the basic evolutionary criteria of survival and reproduction, wheat has become one of the most successful plants in the history of the earth. In areas such...
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Giornali. La tecnologia è un obbligo. La conoscenza è il valore
Chi, quando, dove, cosa? In un articolo sul futuro dei giornali queste domande trovano una risposta nella tecnologia. Perché? In quell’articolo questa domanda trova risposta nel servizio al pubblico con informazioni che non si trovano altrove e alimentano la conoscenza. La tecnologia è obbligatoria. Assurdo nascondersi. Senza tecnologia adeguata qualunque altra cosa è inutile. Ma questo vale per tutti, dagli alberghi alle banche, dalla pubblicità alla politica. La specificità dei giornali è che hanno un “perché”. Questo “perché” è stato tradito molte volte in...
Mondi da vedere. Due libri su quello che una volta chiamavamo televisione
Nell’infosfera, il nuovo ambiente nel quale la società vive e le persone trovano il loro posto connettendosi attraverso protesi digitali come lo smartphone, i linguaggi si confondono nel software, mentre i messaggi, i racconti e tutto il resto, governati dai nuovi sistemi di distribuzione, si contendono il tempo, l’attenzione e il riconoscimento del loro pubblico, attivo o passivo. Simone Arcagni esplora l’evoluzione del linguaggio-video nell’infosfera e ne offre un saggio da leggere nel suo nuovo libro Visioni Digitali, Video, web e nuove tecnologie. Il libro è...
Fantascienza come racconto del futuro
All’Institute for the Future non fanno previsioni: «C’è una legge fondamentale degli studi sul futuro: non esistono fatti del futuro. Solo narrazioni». Una ovvia fonte di ispirazione è la fantascienza. E una ricerca dell’Institute è stata basata sulle visioni di sei scrittori di fantascienza: Age of networked matter. I visionari interpellati sono: Cory Doctorow, Warren Ellis, Rudy Rucker, Bruce Sterling, Ramez Naam e Madeline Ashby. Il risultato è sfidante per gli ottimisti. Impossibile riassumere la ricchezza delle immagini emergenti. Mi pare che la forza dirompente della...
L’editoria di fronte al picco dell’attenzione. Il nuovo modello richiede qualità e tecnologia
Siamo nell’infosfera. Un ambiente nel quale tutto è scritto. E nell’infosfera evolvono forme di intelligenza collettiva e intelligenza artificiale. La produzione di informazione continua a crescere, sostenuta dalla collaborazione forzata o divertita delle persone e dal crescente ricorso ai “robot” giornalisti. IL libro di Andreas Graefe, Guide to Automated Journalism, (Tow Center for digital journalism) dimostra la crescita velocissima della produzione di informazione a mezzo di algoritmi e intelligenza artificiale. Guido Romeo ha descritto su Nòva diverse soluzioni:...
Nuovo welfare e lavoro nell’èra digitale. Dibattito profondo in Francia a partire da uno studio di CNNum
Si tratta di una ricerca fondamentale da leggere per chiunque abbia interesse ad approfondire il senso dell’evoluzione del lavoro e del welfare nell’epoca digitale. Va letta qualunque cosa si pensi delle sue conclusioni. L’ha svolta il Conseil national du numérique per conto del ministero del Lavoro. Un riassunto è proposto da Bien. Il testo integrale è disponibile su CNNum (in pdf). Il senso della ricerca è chiaro. Il digitale sta creando condizioni radicalmente nuove per il lavoro, la solidarietà, la sicurezza economica delle persone, il ruolo dello stato. Il rapporto...
Cambia il lavoro nella “on demand economy”: freelance, contractors, digital labor, e altre ambiguità
Il lavoro che non c’è. Il lavoro che ancora prima di esserci, cambia. Il lavoro che richiede una flessibilità preventiva. Un racconto che va avanti insieme alle terribili statistiche sull’occupazione e la disoccupazione giovanile italiana. E alla narrazione delle opportunità digitali, delle piattaforme online, delle startup. Va bene o va male? Come si può fare andare meglio? Vogliamo riflettere su questa questione? Come si può vedere con equilibrio e larghezza di vedute questo problema? Propongo ai commentatori che per caso passano di qui di lasciare un pensiero. Oppure sulla...
Obama e la politica delle armi
È un discorso bellissimo. Sembra stanco Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ma è invece emozionato: ricorda le vittime della violenza in America, dice che non c’è un altro paese sviluppato con tanti morti per armi da fuoco, dichiara di essere d’accordo con il dettato costituzionale che protegge il diritto degli americani di difendersi, ma afferma che questo non può andare a scapito di altri diritti, come la sicurezza dei bambini e delle persone inermi e innocenti. Tutti i diritti si bilanciano. Il discorso è un riassunto delle incredibili pretese della lobby dei venditori...
I vincoli all’innovazione italiana sono superabili? Altri suggerimenti prima della fine dell’anno
Un bel dibattito è partito ieri dopo un articolo concreto di Massimo Sideri, seguito da un contributo pubblicato su questo blog (È possibile rispondere all’arretratezza italiana nell’innovazione?). In sintesi. L’ecosistema dell’innovazione italiano è bello e impossibile, popolato da “innovatori naturali” frenati da un contesto che non li valorizza, non li finanzia e non li lascia neppure troppo in pace (Corriere). Si può e si deve fare qualcosa. Una proposta era quella di puntare a finanziare l’innovazione con una parte degli stessi soldi che sono destinati a...
La sorprendente naiveté di Zuckerberg sulla questione indiana
Mark Zuckerberg si sorprende candidamente del rifiuto indiano ad accettare il suo “dono” chiamato Free Basics, un tempo Internet.org (QZ) In breve: Zuck ha creato un’organizzazione che attraverso accordi con gli operatori telefonici dei paesi in sviluppo offre gratuitamente il traffico telefonico che serve all’accesso a una selezione di siti web decisa da lui. In genere, per quanto se ne sa, molti abitanti dei paesi in sviluppo, di fronte a questa offerta, la prendono. E una parte – secondo Facebook la metà – dopo 30 giorni passa al servizio a pagamento che...
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