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Il browser di Facebook

Mark Andreessen aveva fatto Mosaic e Netscape. Ora è un finanziere. E sta finanziando una nuova società, la RockMelt, il cui scopo è scrivere un nuovo browser. Che potrebbe essere, in un certo senso, il browser di Facebook. (via New York Times)

Si spera che la moltiplicazione dei browser non sia anche una sorta di balcanizzazione della rete. A qualcuno piacerebbe che la rete fissa assomigliasse di più alla rete mobile (molto meno libera). Ma alla maggior parte degli internettari piacerebbe invece che la rete mobile assomigliasse di più alla rete fissa (molto più libera).

Approfondimenti media Neutralità

Le telco americane contro la net-neutrality

Washington Post racconta che le grandi compagnie telefoniche americane stanno rifiutando i soldi pubblici offerti dall’amministrazione per migliorare i loro network a larga banda. Perché? Le ragioni sono legate alle condizioni che l’amministrazione impone in cambio del denaro. Tra quelle condizioni ce n’è una che riguarda tutti: l’amministrazione chiede alle compagnie impegni precisi per la salvaguardia della net-neutrality. E le compagnie non vogliono impegnarsi in quel senso. Pur di non garantire la net-neutrality rifiutano i soldi pubblici.

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Facebook batte Twitter in luglio

A quanto dicono le statistiche (via TechCrunch), la crescita di Facebook ha superato del doppio quella di Twitter in luglio. Intanto, Facebook ha comprato FriendFeed, mentre lavora a una versione leggera che sembra Twitter. Questo confronto tra le due piattaforme si annuncia come il più interessante, concettualmente, nel mondo dei social network. 

Ma per gli utenti, probabilmente, quello che davvvero conta è che non vinca nessuno: una sola piattaforma proprietaria che serva a tutte le comunicazioni sarebbe un disastro…

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Il blogger georgiano e il blocco di Twitter

Cnet ha chiesto a Max Kelly, il capo della sicurezza di Facebook che cosa pensasse dell’attacco che ieri ha bloccato a lungo Twitter e rallentato molti social network. E Kelly ha rivelato che tutto è partito da un tentativo di mettere a tacere un blogger georgiano, Cyxymu, che scriveva su Twitter, Facebook, YouTube, LiveJournal, Google Blogger. Il Guardian ha parlato con Cyxymu scoprendo che è una persona molto critica nei confronti del governo russo. Alcuni blogger italiani stanno seguendo la vicenda (ho visto per esempio, Oneitsecurity, Passaggio notturno e il servizio di IoChatto)...

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Pubblicità online in calo ma non troppo

Idc registra che gli investimenti pubblicitari online sono calati nel mondo del 5% nel secondo trimestre del 2009. Le inserzioni collegate alle ricerche online sono calate solo del 3% (e su Google in America sono addirittura ad aumentate del 3%). Un calo più vistoso nei banner (-12%) e negli annunci classificati (-17%). A fronte del crollo registrato su altri media, questo calo è comunque considerato una buona notizia. via Brad Stone, New York Times.

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Firmiamo.it è una piattaforma

Firmiamo.it è una piattaforma. E quindi non è responsabile di quanto i singoli utenti scrivono. E’ il motivo che convince Marco Camisani Calzolari a non accettare una richiesta di cancellazione di una particolare petizione. I diritti e i doveri delle piattaforme e quelli degli utenti sono distinti in modo chiaro nella cultura digitale. Molto meno nella cultura legale. Soprattutto perché la seconda è molto più lenta della prima. Questi casi servono a fare maturare una migliore comprensione della situazione. Il legislatore, il sistema giudiziario, l’opinione pubblica, arriveranno a...

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Michael Massing

Grande pezzo sulla grande questione del giornalismo e i media sociali. Tante storie. Tanti fatti. Un’interpretazione giusta: si va verso la simbiosi, non il parassitismo (il parassita che uccide l’ospite muore anche lui)… Un’ordine intellettuale che è premessa di una comprensione più profonda della situazione. Che però dovrebbe superare le premesse, prima o poi, e passare all’azione. A questo proposito, mi pare, mancano all’appello gli editori.

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Gamma…

Il fotogiornalismo organizzato con le grandi agenzie è in crisi. La Gamma sta chiudendo. E’ un riflesso di tutto quello che sta succedendo nell’editoria. E della fine dei soldi che consentivano a qualcuno di essere inviato a esplorare il mondo. Ora saranno le persone che vivono nei posti a mandare le foto di quello che vedono. L’Iran ha insegnato qualcosa anche da questo punto di vista.

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Il vestito e il nome

Orientalia4all si chiede se cambiare il template del suo blog e forse anche il nome. E chiaramente qualunque persona di buon senso le dirà che può benissimo cambiare vestito, ma che rischierebbe molto a cambiare nome. Il cambiamento del vestito è parte del frame tipico del mondo della comunicazione. E’ visto come un rinnovamento che innalza l’attenzione, risponde a esigenze innovative di interfacciamento con gli utenti, offre nuove opportunità comunicative. L’interfaccia non solo collega un contenuto al suo utente, ma suggerisce in un certo senso un modo di interpretare quel...

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Yahoo e Microsoft

Alla fine è stato raggiunto un compromesso intelligente. Yahoo! raccoglie la pubblicità e Microsoft fa gli investimenti sul motore di ricerca. BusinessWeek.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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