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Il senso della rete unica per la banda larga

Chi comanderà è già chiaro. Un accrocchio tra le strutture forti del governo e le strutture fortissime di un ex monopolista che non molla mai. Ci saranno anche altri protagonisti, ma non saranno al centro del sistema: Enel, Tiscali, Fastweb, non decideranno, pare, l’amministratore delegato e il presidente. Questi saranno persone di Tim e Cdp, a quanto pare. (Ansa, Sole)

Ma chi comanderà è meno importante di ciò che dovrà fare.

Si fa una rete unica per avere un paese completamente connesso a banda larga e non lasciare indietro nessuno: non è che adesso si ricomincia con la storia che se non c’è domanda non si porta la banda larga. Stiamo parlando di una sorta di servizio universale. Se al comando ci sarà la Tim, lo statuto dovrà essere ben chiaro. Altrimenti avremo scherzato. L’offerta crea la domanda. Soprattutto nel paese dei borghi, degli ex distretti industriali, delle mille città, delle aree interne…

Non si fa la rete unica per trovare dove piazzare una bella quantità di debito della Tim e di dipendenti della Tim. Se si facesse questo i costi della rete sarebbero tanto enormi da riversarsi sui consumatori in modo tale da rendere meno attraente l’accesso. Allora sì che non ci sarebbe domanda.

Non si fa la rete unica per ricreare un nuovo monopolista. Ma per creare una tecnologia abilitante per tutte le possibili applicazioni. Non guidando la produzione di applicazioni dal centro. Non esercitando un potere sull’utenza e sugli innovatori. Si deve pensare a creare una rete abilitante per gli innovatori e chi li comprende. Se qualcuno stabilirà quali televisioni si potranno presentare sulla banda larga italiana, tanto per fare un esempio, l’operazione potrà essere dichiarata fallita.

In ogni caso la concorrenza del 5G ci sarà. Ma questo non sarà un servizio universale.

Big data e cloud, industria 4.0 e cybersicurezza, robotica e intelligenza artificiale, si svilupperanno in funzione della disponibilità di banda. Ma le forme della discussione civica, etica, epistemologica, sulla qualità di ciò che circola in rete dovranno essere affrontate con la stessa determinazione delle questioni relative all’ingegneria della messa in opera della banda larga. Imho.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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