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Coronavirus. Per chi vuole il contact tracing: GPS o Bluetooth?

Tutta la discussione sul tracciamento delle persone utilizzando i cellulari per contenere la diffusione del virus va avanti tra preoccupazioni sulla privacy, realismo sanitario e scarsa coerenza. Una domanda resta: se non ci sono tamponi e si sa poco di chi è infetto perché tracciare? A questo si sta certamente pensando, ne sappiamo meno di quanto servirebbe. Sta di fatto che comunque il contact tracing avanza. E la tecnologia che lo fa funzionare qual è? Molti sostengono il GPS che mostra la localizzazione dei telefonini i cui possessori sono abituali utilizzatori delle mappe (Sole). Altri sostengono il bluetooth che ha il pregio di avere maggiore precisione, di funzionare anche all’interno degli edifici e di occuparsi proprio degli incontri di persone. Anche se ha il difetto di essere spento più spesso del GPS, probabilmente. Si sta lavorando intorno alle due ipotesi. Vedremo che cosa ne esce.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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