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La Napoli sotterranea dell’innovazione può emergere

La serietà di livello internazionale dell’innovazione che si fa all’Stm di Arzano, la forza d’attrazione della Città della Scienza di Bagnoli, la qualità connettiva del programma Neapolis innovation, la pragmaticità di alcune startup del territorio, i bottoni elettronici della Bluesquare e le soluzioni anti-contraffazione della Gep, il contributo di Enea, Cnr, università, Comau e altri sono i fatti che emergono dalla Napoli sotterranea dell’innovazione. Sotterranea solo perché sovrastata dalla quantità di informazioni che riguardano i problemi della vita quotidiana nella città. Ma molto disponibili a venire fuori: basta ascoltare.

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Questi sono appunti da una grande giornata passata al centro di Design della Stm di Arzano. Il linguaggio è dovuto alla fretta. Si elencano alcuni importanti centri di innovazione del territorio campano che nell’insieme tratteggiano un’impressione che forse sorprende chi non conosca la qualità della ricerca e della tecnologia che si sviluppa in questo ecosistema. Forse altri tipi di notizie sono soverchianti. Ma di certo la popolazione sente che tutto questo è importante, come ha dimostrato la reazione di solidarietà generalizzata seguita all’incendio – quasi certamente doloso – alla Città della Scienza. Connettere meglio questi centri e alimentare l’informazione sui loro percorsi è fondamentale. Un contributo può venire dall’iniziativa NòvaGrant. Oggi sei candidati si sono presentati alla selezione. Una scelta difficilissima dovrà essere fatta.

Ecco di che cosa si è parlato

Centro design Stm. Presentate soluzioni per migliorare i navigatori per auto gestendo più efficientemente i collegamenti con i segnali satellitari anche negli urban canyon. E sviluppi sui microcontrollori per sicurizzare identità digitale con soluzioni di crittografia applicata (algoritmi noti applicati a problemi giganteschi). I ricercatori di Arzano lavorano ogni giorno in collaborazione con i loro colleghi in mezzo mondo. IL centro brevetta algoritmi, sperimenta soluzioni, collabora con il territorio.

Città della scienza. Dopo l’incendio – giusto due anni fa – alla parte espositiva la Fondazione ha ricevuto una solidarietà straordinaria e ha accelerato gli sviluppi nell’incubatore, nelle attività congressuali, nel fab-lab e ha intensificato il suo lavoro di connessione con università e Cnr per progetti europei e non solo. Nell’incubatore tra l’altro la BeApp di Enjinia, 3D Factory che si occupa di disegnare e realizzare oggetti usando con buona sensibilità strategica la produzione additiva. E naturalmente ci sono le iniziative per le scuole e per gli educatori.

Università di Napoli ha presentato Neapolis innovation un programma che connette grandi aziende, pmi, università, per progetti di microelettronica, con tesi e tirocinio presso le aziende per favorire l’educazione di studenti più pronti per confrontarsi col mondo del lavoro una volta laureati. Con attività di ricerca che hanno portato a dieci brevetti. E l’obiettivo di immaginare le applicazioni delle tecnologie IoT.

Wall-T Protom Group ha mostrato una tecnologia di realtà immersiva per interagire coi sistemi attraverso i movimenti del corpo: bambini con difficoltà psicomotorie imparano con realtà immersiva in software a base di gaming; beni culturali fruibili in digitale; applicazioni industriali per ridurre il time to market a partire dalla progettazione e coprogettazione. Per il marketing: camerini virtuali per vedere un abito o i cataloghi in una condizione più coinvolgente. Laboratori virtuali per educazione interattiva. Studio di supporti indossabili per non avere troppi device complicati.

Skaramacay ha raccontato delle sue iniziative ad alto impatto visivo: arte del corpo in movimento con “docudanza”, messaggi sociali sulla legalità, nuove tecnologie applicate al corpo umano.

Bluesquare bottoni per l’abbigliamento dotati di componenti elettronici: che servono a interagire col gps, a contare i passi e le pulsazioni, a comunicare. Insomma, bottoni da indossare funzionalizzati

Dp control ha presentato le sue soluzioni per la visione artificiale.

Gep produce soluzioni per la sicurezza nella bigliettazione elettronica (e passaporto elettronico). Lavora con Arjowiggins (carta per banconote). Sviluppa soluzioni per carta con microprocessore (ha lavorato per i mondiali di calcio in Brasile per esempio: biglietti con il chip all’interno e ispezione agli stadi hanno consentito di trovare 12mila biglietti falsi e bloccarli all’ingresso)

SpinVector è una startup che si occupa di mobile gaming, (partner samsung), tecnologie immersive (sala olografica clienti musei oculus con tracciamento e sovrapposizione di visione reale e virtuale)

Enea ha mostrato i suoi sensori per qualità dell’aria (monica) leggibile con smartphone; nasi elettronici per aeronautica (per monitorare integrità delle parti di aereo incollate); sensori chimici a base di grafene. Gestione di servizi idrici integrati (chiusino intelligente, per controllare ambiente e vedere se ci sono immissioni abusive nella rete fognaria). Miglioramenti nella tecnologia dell’energia fotovoltaica.

Comau, che si occupa di robotica per il gruppo Fca (ex Fiat), progetta robot con braccio umanoide per trasporto di componenti per la produzione, con occhi e sistemi tattili (una Panda si produce in 9 secondi).

Imast si occupa di materiali compositi avanzati con applicazioni in molti campi auto aero navale ecc (un quarto studi italiani sul materiali compositi viene da Campania). Supervisione boeing nuovo materiale per fusoliera per ridurre rumore per passeggero con riduzione di peso dell’aereo. Auto riduzione co2 riducendo peso auto con materiali compositi per carrozzeria o sistemi multifunzionali sensoristica. Navale adesivo per assemblaggio piscine sulle navi. Ferrovie paraurti di tram urbano con materiale termoplastico che tutela il pedone in caso di urto accidentale. Farmaceutica rilascio controllato di farmaci a base nanotecnologia.

Cnr a Napoli 20 istituti da scienze esatte a filosofia. Istituto ricerca di frontiera che arriva ad applicazioni impreviste, fotonica misurare la luce su scala micrometrica. Carico termico su chip enorme ma fotonica potrà risolvere con interconnessioni ottiche. Luce al posto di segnali elettrici. Sicurezza sensori microscopi accomunati da ottica materiale che devia la luce in modo che il materiale sembri invisibile facendo deviare la luce oltre il materiale; oppure intrappolare la luce celle fotovoltaiche più efficienti; diatomee alghe unicellulari che producono 25% dell’ossigeno che c’è sulla terra, intrappolano la luce, imparare da natura. Diatomee come lente per vedere organelli nelle cellule per supermicroscopi biologico-basati; fotoni gemelli che cambiano stato a distanza, crittografia quantistica (fotonica in silicio su chip); capacità di leggere i papiri di Ercolano ridotti a pezzi di carbone non srotolabili con ottica e tomografia (contengono filosofia epicurea).

Questi sono appunti da una grande giornata passata al centro di Design della Stm di Arzano. Il linguaggio è dovuto alla fretta.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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