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Da Strasburgo a Torino per Nexa: Internet e democrazia. Appunti sui media civici

Settimana di riflessione sulla convivenza e le opportunità offerte dalla rete al rinnovamento istituzionale.

A Strasburgo si tiene un’importante conferenza sulla democrazia nell’epoca di internet. Le questioni sono ormai urgenti e la consapevolezza diffusa. Le domande a Strasburgo sono quelle di chi si rende conto che molto sta cambiando: Ci sono alternative al costrutto istituzionale della democrazia rappresentativa? Esiste una democrazia 2.0? Come si governa con un coivolgimento più profondo dei cittadini? Come possiamo immaginare il futuro?

Sabato, alla conferenza Nexa su Internet e democrazia discuteranno alcuni dei più appassionati e competenti esperti della materia. Ci sarà peraltro anche un contributo sull’esperienza dei media civici condotta con il supporto di Ahref, fondazione alla quale collaboro.

In questo contributo: riferimenti allo studio condotto da Ahref per il Senato, esperienze relative alla consultazione sulla costituzione, cenni al libro recentemente uscito in tema appunto di Media civici, per dar conto soprattutto di una linea di ricerca tutta da sviluppare e da sperimentare.

L’approccio di Ahref parte da tre grandi ispirazioni:
1. L’idea di media civici, probabilmente, è partita dalla ricerca Henry Jenkins del MIT Center for Civic Media, secondo il quale i Media Civici possono essere definiti come “ogni uso di ogni media
che promuove o amplifica l’impegno civico”.
2. L’idea di Laurence Lessig che ha notato la forte interconnessione tra il “code” del software e il “code” del diritto.
3. Il lavoro di BJ Fogg sulle tecnologie persuasive.

L’interazione tra queste idee ispira alla ricerca di piattaforme che consentano di aumentare le probabilità di accrescere le collaborazioni civiche tra i cittadini per lo sviluppo di: informazioni su come stanno le cose, decisioni che i cittadini possono operare per rispondere autonomamente alle loro esigenze con attività di mutuo soccorso, influenza della partecipazione dei cittadini sulle decisioni collettive e istituzionali.

La parola chiave è “civiche”. Il problema dell’approccio di Jenkins è che suppone che l’iniziativa civica si riferisca a questioni note a priori, relative in genere a diritti umani i cui principi sono fissati ma le cui applicazioni sono diverse nei diversi contesti storici. Il punto è come decidere intorno a quelle applicazioni e ad altro. È molto una questione di metodo. Lessig insegna a vedere come questo metodo assomigli a regole che sono insieme scritte nei sistemi giuridici e incarnate nel software delle piattaforme che i cittadini usano per interagire. Ma non può essere un metodo di difficile applicazione. Anzi deve emergere organicamente dal modo di usare le piattaforme. Fogg aiuta a comprendere che l’interfaccia si può progettare in modo da favorire certi comportamenti piuttosto che altri.

E del resto le metafore che danno il senso di contesto alle singole informazioni e operazioni che si svolgono sulle piattaforme influenzano a loro volta i comportamenti.

In questo ambito la ricerca di Ahref si pone l’obiettivo di favorire l’incontro di persone accomunate dall’esigenza di migliorare la convivenza e orientate a farlo con un metodo rispettoso delle differenze di interessi, approcci ideologici, eredità culturali e altro. Il che distingue i media civici, nell’approccio di Ahref, dai media sociali che per regole incentivanti e interfaccia, implicitamente, si limitano a mettere insieme persone che si assomigliano per interessi, passioni, ideologie, esperienze e altro..

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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