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Diritti e poteri

L’opposto dei diritti non sono i doveri, ma i poteri. La questione centrale dei diritti umani è l’equilibrio dei poteri. L’asimmetria del potere, in internet e non solo, va limitata con l’affermazione dei diritti umani. E la difesa dei diritti umani va ottenuta limitando il potere di infrangerli. La sorveglianza di massa non va valutata in termini di contrapposizione tra sicurezza e privacy, ma in termini di conseguenze di potere. Chi può operare una sorveglianza di massa acquisisce un potere enorme, inarrivabile, totale, sulle persone. Un potere che è poi difficilissimo da ridurre.

Chi vuole la sorveglianza di massa vuole un potere illimitato per chi la può gestire.

Per esperienza, si osserva che discutendo di diritti umani in internet c’è sempre qualcuno che sostiene: va bene garantire i diritti delle persone ma occorre anche imporre dei doveri. È un argomento che porta fuori strada, anche se ragionevole. Perché i diritti delle persone possono anche avere come conseguenza il rispetto di quei diritti da parte degli altri: ma il problema centrale è l’asimmetria dei poteri. Se tra pari ci si deve rispettare, tra impari si deve equilibrare.

La questione dell’equilibrio dei poteri, di origine settecentesca, si sviluppa nella questione dei diritti umani proprio perché i poteri non vanno equilibrati soltanto tra loro ma anche nei confronti delle persone. E non c’è modo di farlo se non creando una dimensione nella quale i poteri non possono.

I diritti umani, e i diritti in internet, sono pensati per limitare il potere. Pubblico e privato: politico e capitalistico. Imho.

La Francia, patria del tema illuministico dell’equilibrio dei poteri, sembra aver dimenticato quello dei diritti umani, introducendo norme che vanno nella direzione della sorveglianza di massa. L’Italia, da sempre scarsa sul piano dell’equilibrio dei poteri, ha invece scoperto il tema dei diritti in internet e la sua Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una mozione che li definisce. L’Italia può avere un ruolo importante a livello internazionale per accompagnare l’evoluzione della concezione della democrazia costituzionale nel nuovo millennio. Ogni tanto i suoi politici fanno confusione. Per questo vale la pena di rifletterci sopra ancora un po’.

Vedi:
Sorvegliare e terrorizzare

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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