Dati, informazione, conoscenza. Giornalismo e cittadinanza per passare all’azione

La mediasfera è fatta per la circolazione di dati, informazioni, conoscenza. Lo scopo di un progetto editoriale oggi deve tener conto delle mutazioni intervenute negli equilibri tra questi elementi.

I dati. Sono gli zeri e gli uni. Ne parla Luciano Floridi nel suo splendido libro. La disponibilità di dati è esplosa con l’avvento di internet. Le macchine che gestiscono i bit si occupano di elaborazione, memorizzazione, comunicazione, ma come diceva Claude Shannon non sono progettate per occuparsi del loro significato.

Le informazioni. Sono i dati contestualizzati. Questo lavoro di contestualizzazione aggiunge significato. Le metafore applicate alle macchine aiutano a gestire i dati richiamando sistemi di significati che le persone conoscono. Gli algoritmi per la ricerca e la personalizzazione dell’accesso aiutano a filtrare i dati classificandoli in base a contesti. Gli storyteller contestualizzano attraverso le tecniche della narrazione. I giornalisti e gli amatori dell’informazione curano le loro aggregazioni, connettono i dati ai contesti, connettono il loro lavoro a comunità di riferimento e così via.

La conoscenza. E’ il sapere nuovo che viene generato dalla ricerca e il sapere sedimentato dalla ricerca passata nella cultura. E’ la capacità di unire i puntini in modo imprevisto e mostrare una visione nuova. E’ l’interpretazione dei dati e delle informazioni. E’ frutto di un pensiero intuitivo, razionale, strutturato. Può essere organizzato in modo scientifico, oppure essere basato su ideologie e preconcetti. E’ tanto più compatibile con la cittadinanza quanto più il metodo con il quale viene generata è trasparente, esplicito nelle sue teorie, empirico nelle sue verifiche.

Il passaggio all’azione – consentito dalla conoscenza, che interpreta informazioni, che contestualizzano dati – è la relazione tra la prospettiva generata dalla conoscenza e la necessità di scegliere individualmente o in gruppo. E’ il momento in cui ogni conoscenza diventa rilevante e trova il suo più importante sistema di feedback.

Considerazioni svolte nel corso di una lezione al Politecnico di Milano, per Design della comunicazione.

La progettazione di un nuovo sistema editoriale deve tener conto di queste cose. Le soluzioni a basso valore aggiunto e alto volume sono quelle che si occupano dei dati. Le soluzioni ad alto valore aggiunto e basso volume sono quelle che si occupano di conoscenza. Le informazioni erano appannaggio delle seconde ma tendono a essere assorbite nelle prime.

I giornali si sono sempre occupati di dati, informazioni e conoscenza. Ma hanno perso la possibilità di contribuire molto con i dati. Sono in competizione con i motori e gli aggregatori per quanto riguarda le informazioni. Sono ancora fondamentali per quanto riguarda la generazione di nuova conoscenza, purché si concentrino davvero sinceramente su questo.

La conoscenza ci fa liberi se è libera, trasparente, capace di ispirare attraverso il gioco laico ed empirico della visione teorica continuamente verificata in base ai fatti. Il metodo scientifico è una fonte di ispirazione anche per il lavoro artigiano dei giornalisti.

Le azioni compiute dai gruppi sociali e dalle singole persone sono tanto più costruttive e innovative quanto più si fondano su una prospettiva costruita intorno a una mediasfera equilibrata nel trattamento di dati, informazioni e conoscenza.

Articoli Correlati

  • 30/08/2011 Economia delle news Stefano Quintarelli ha scritto un importante post per rispondere alla domanda: i giornali (quotidiani) possono sopravvivere solo con internet? La sua risposta è "no", "dipende", in realtà pochi. Mo...
  • 03/09/2009 Survey del giornalismo su se stesso La NewYorkBookReview ripercorre il dibattito sulla crisi e il futuro del giornalismo. Un taglio sintetico per navigare nella quantità enorme di informazioni e idee che emergono su questo tema:- il ...
  • 02/08/2010 Libri e giornali Lo spunto viene da un pezzo di Mante su Punto informatico. Che induce un pensiero laterale. Il pezzo di Massimo allude ai diversi comportamenti degli editori di libri e di giornali nei confronti de...
  • 15/10/2012 Sul business dell’editoria in digitale, questioni aperte da troppo tempo In un'intervista di qualche giorno fa a Lo spazio della politica, Andrea Santagata di Banzai offre alcuni spunti di riflessione importanti sull'editoria dell'informazione. Aiuta a fare un bilanc...
  • 31/01/2010 Design, news e fact checking, ai tempi dell’iPad Sarà il design - al completo, quello che va dalla grafica alla funzione, dalla fascinazione per la sperimentazione culturale alla concretezza del modello di business - a fare una grande differenza ...
  • 27/04/2013 Non sono gli avvocati a salvare i giornali. Gli editori e Google. Giua, Barron, Ingram… #Ijf13 Google è amico o nemico degli editori? I casi della Francia e del Belgio, la lunga gestazione di nuove norme in Germania, una critica latente in molti altri paesi d'Europa dimostrano che gli editor...
Add Comment Register



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>