Survey del giornalismo su se stesso

La NewYorkBookReview ripercorre il dibattito sulla crisi e il futuro del giornalismo. Un taglio sintetico per navigare nella quantità enorme di informazioni e idee che emergono su questo tema:
– il giornalismo deve fare ricerca, per migliorare il metodo di lavoro che lo distingue nella raccolta, selezione, valutazione, interpretazione, dei fatti (il giornalista non è definito dalla tessera ma dal metodo, artigiano ma epistemologicamente attento, con il quale produce le notizie)
– il giornalismo deve fare sperimentazione, per migliorare l’uso delle piattaforme e fare emergere molti modelli di fruizione che abbiano valore per il pubblico
– gli editori devono trovare i modelli di business che sostengano il lavoro fatto dagli autori, dai giornalisti, a favore del pubblico
– l’editoria deve diventare un business ad alto tasso di ricerca, sperimentazione e innovazione, fondato su capacità artigiane.

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2 Commenti su “Survey del giornalismo su se stesso

  1. Luca !
    sono chiaramente d’accordo /
    Mi piace molto quel ” CAPACITA’ ARTIGIANE ” / provi !, Luca !, ad immaginare quel momento ( passaggio ) in cui il sarto è stato ESPLUSO dalla ” rete ” ed al suo posto sono arrivati laboratori ed industrie che progettavano l’abito in altri luoghi ( se ne sono andati tutti in Romania ) calibravano le taglie / immaginavano un corpo ma erano distanti dai difetti ( per me sono pregi ) della persona / lontani dal ” desiderio “/ lei di certo indossa una giacca di ottima fattura che non è stata pensata per Luca de Biase / porta un numero di serie e magari un codice di controllo, le maniche forse se le sente un po’ lunghe / di spalle le sta magari un po’ larga / ma lei si accontenta / non pretende di più !
    E’ vero quella giacca è andata fuori dal suo ciclo di produzione in un tempo rapidissimo / ma se è vero come è vero che lei aspira alla perfeziona della scrittura forse sta cercando una sarta di quelle che
    sul negozio ha la tabella incolore dove si legge ancora METAMORFOSI.
    Churchill si dimostra ancora oggi un abile condottiero quando afferma che ” dobbiamo guardarci dall’innovazione inutile, specie quando è guidata dalla LOGICA ”
    Quello che lei chiama ” suggerimenti di ragionamento ” son animati dalla logica, dall’ectomia, dalla partenogenesi, dalla osservazione della natura – se lei sta cercando una sarta che ” adatti ” la giacca alle sue braccia perché non si può fare lo stesso con un LIBRO / con un giornale
    ( se vuole ) – non crede che tutti i lettori siano degli artigiani in grado di adattare un TESTO generalista in un abito su misura “, non crede che da sempre LEGGERE voglia dire provare un testo in camerino / indossarlo e
    dire semplicemente: no !, non è quello che cercavo !, non crede che
    ” La memoria sceglie , seleziona informazioni in funzioni di interessi ( A. Lanni nova 24 ), i lettori non sono CONTENITORI da riempire ma FUOCHI DA ACCENDERE o se le piace di più dei falò.
    Questo ho fatto !, TAILBOOK è un negozio dove le parole vengono semplicemente riparate, dove metto in guardia le persone dal ” copia & incolla ” dalla discariche dell’homo scrivens, dal libro_causto.
    I giornalisti con la tessera sono epistemologicamente in pensione / quelli che hanno un metodo ( è il suo caso ) stanno cercando la strada per uscire dal pantano. Io gliene ho indicato una / per me al momento è la migliore.
    Se le piacciono i numeri eccone altri !
    Lulu.com, la società oggi leader nel mercato mondiale del self-publishing ha venduto ondine più di 4 milioni di libri frutto del lavoro di ben 2.0 milioni di autori.
    Se vuole conoscere ( ma sono certo che lo già letto ) il pensiero di Jobs
    sugli e-book … eccolo
    D – La tua opinione sugli e-reader è cambiata?
    JOBS – Sono sicuro che ci saranno sempre dispositivi dedicati per leggere gli eBook, in modo da poter trarne i massimi vantaggi utilizzandoli per un solo scopo. Ma, secondo me, saranno i dispositivi generici a spuntarla, anche perché la gente difficilmente vorrà spendere tanti soldi per un dispositivo dedicato del genere. Tu mi dici che Amazon non rivela mai quando vende: ebbene, questa è una conferma. Se vendi tanto un prodotto, di solito vuoi farlo sapere al maggior numero di persone possibile.
    Fino ad ora, non vediamo un grande sviluppo di questo mercato sotto questo punto di vista. E nel futuro, i dispositivi in grado di svolgere più funzioni oltre alla lettura degli eBook sicuramente vinceranno.
    Non sono sicuro che Amazon, ad esempio, che Amazon ci tenga tanto ad affermarsi nel mondo dell’Hardware. Se fossi Amazon, mi piacerebbe vendere roba che non dovrei stipare in un magazzino, che non necessiti di UPS.
    In sostanza, il caro vecchio Steve afferma che i dispositivi generici che includono anche un e-reader, come il futuro tablet di Apple, avranno la meglio sugli e-reader dedicati come Kindle, sviluppato appunto da Amazon.
    ( sono d’accordissimo con Steve )
    Caro Luca !, il lettore di oggi è un ARLECCHINO digitale non perché sia povero al contrario è ricchissimo / la RETE gli ha regalato l’abbondanza e
    il frastuono / il suo vestito ( intimo ) è fatto di più stoffe / di più colori / di diverse qualità / di più strati / il lettore 2.0 è chiamato a collaborare
    perché è
    S.A.G.G.I.O.
    ( Sociale, Attivista, Glocale, Giustiziere, Influente, Organizzato )
    ( copyright Paolo Pappalardo )
    Nessuno può più escluderlo !
    Cosa vuole farci !?
    Leggere è INSEGNAMENTO, studio, discussione … e lei lo sa !
    Con stima / Vincenzo

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