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Sicurezza, privacy, Nsa e Spiegel. Democrazia in discussione

Un nuovo grande articolo sullo Spiegel per spiegare come la Nsa entra nelle conversazioni dei cittadini anche quando sono criptate. E per mostrare quali servizi sono più difficili o forse impossibili da crackare.

I giudizi su questa attività dell’Nsa sono misti. In Europa sono spesso critici. Soprattutto in Germania, dove si è scoperto che addirittura la cancelliera Merkel è stata intercettata. Ma anche la Francia ha protestato duramente. Anche se in Francia si sono dotati di un sistema analogo a quello dell’Nsa, ha scoperto Le Monde. E nella notte di Natale ha approvato una legge che consente al governo francese di spiare i cittadini oniline senza chiedere il permesso al giudice. In America si sentono spesso giudizi più positivi, basati sull’idea che questa attività abbia comunque ecitato altri atti di terrorismo (fonte: interviste personali con autorevoli intellettuali anche liberal, sulle quali mantengo il riserbo).

Sta di fatto che tutto questo è stato sviluppato sotto George W. Bush e non è cambiato molto sotto Barack Obama, nonostante ci si potesse aspettare il contrario.

L’interpretazione di Michael Glennon, professore di diritto internazionale, è affascinante. In un suo paper, Glennon parla di un doppio livello politico. Uno ufficiale e democraticamente controllato l’altro votato all’efficienza e non necessariamente trasparente. Che punta ai risultati con ogni mezzo. E che riesce a influire in modo talvolta cogente sulle scelte della politica ufficiale. È Glennon che mostra come le differenze tra Bush e Obama siano nei fatti minime nonostante le diverse culture politiche che i due presidenti rappresentano.

Viene in mente la storia dei missili a Cuba, durante la quale il presidente Kennedy dovette affrontare da un lato i sovietici e dall’altro i suoi stessi militari, che avevano tutte le intenzioni di agire efficientemente per bloccare l’installazione di missili nucleari nell’isola caraibica ma in modo indifferente al pericolo di scatenare una guerra mondiale. Viene in mente che dopo l’assassinio di Kennedy, il nuovo presidente Johnson fu vittima dell’influenza del Pentagono e consentì l’escalation della guerra in Vietnam. Viene in mente che in questo secolo il potere dei servizi e delle strutture che riescono a decidere e operare indipendentemente dall’opinione espressa dai politici – e anzi condizionandoli molto – sembra essersi accresciuto.

Banche, petrolieri, militari e servizi in America sembrano riuscire in questa attività. Ma anche l’Europa non è immune. Tutt’altro. E ci sono sempre pro e contro nelle discussioni su questi temi. Fino a che qualcuno non dice che è sempre stato così e che così fan tutti. Sarà: ma o la democrazia trasparente è un mito inefficiente, oppure è un progetto ancora in sviluppo. Spero valga la seconda ipotesi.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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