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Fidarsi sui licenziamenti economici – informazione di mutuo soccorso

Tutta la discussione attuale sulla vicenda dei licenziamenti economici è basata su un equivoco. Si parla dell’articolo 18 ma in realtà si parla di fiducia.

La fiducia nella possibilità che le imprese usino con correttezza il nuovo strumento a loro disposizione. La fiducia che questo aiuti il rinnovamento produttivo del paese, con un progressivo passaggio di occupazione dalle imprese inefficienti alle imprese competitive. La fiducia nel fatto che questa nuova regola, più simile agli ordinamenti internazionali, favorisca l’arrivo in Italia di imprese straniere che portino nuove opportunità di occupazione. La fiducia che nascano nuove imprese. La fiducia nel fatto che i lavoratori licenziati trovino facilmente posto in altre imprese.

I motivi di sfiducia purtroppo non mancano. Il paese degli abusi non ha certo abituato tutti alla correttezza. E questo ha limitato lo spazio degli onesti, sia nella realtà sia soprattutto nella narrazione corrente. La sfiducia è diffusa e si combatte anche con una nuova narrazione, fondata sulle parole e sui fatti. Il passaggio cruciale che stiamo vivendo, che può essere visto come una modernizzazione, continuerà a far paura e a generare reazioni negative fino a che i motivi si sfiducia non saranno sciolti in una nuova prospettiva condivisa. (Vedi anche “informazione di mutuo soccorso” e un seguito).

Sarebbe forse importante introdurre questi cambiamenti in modo graduale e soprattutto accompagnandoli da una visione credibile, che i fatti derivanti dalla sua applicazione aiuteranno a rendere ancora più credibile. E come sappiamo, ci vorrà del tempo perché le innovazioni normative generino innovazioni reali. Le misure che limitano le garanzie dovrebbero essere accompagnate da misure che rassicurino: sussidi di disoccupazione con programmi di reinserimento, formazione continua intesa in modo pragmatico e non formale, misure in favore della nascita di nuove imprese innovative capaci di generare nuova occupazione sia per i giovani che per i più esperti, dovrebbero essere argomenti altrettanto importanti di quelli che riguardano l’articolo 18.

E poi, in una battuta, il governo dei professori non si dovrebbe fermare al 18: dovrebbe cercare il 30 e lode. Favorendo la consapevolezza dell’eccellenza italiana. Senza retorica. Senza subire gli slogan all’americana che trovano molto ascolto ma poca credibilità. Gli italiani eccellenti ci sono, tra gli artigiani che da tempo innovano i loro prodotti e processi, tra i ricercatori e gli acceleratori di imprese, tra gli eroici servitori della scuola e dello stato che da sempre sopperiscono alla mancanza di efficienza e di passione che li circonda: l’elenco è impossibile perché è lunghissimo. Del resto, gli italiani sono eccellenti quando superano le beghe e si mettono insieme per ricostruire. Quando hanno fiducia.

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  • Rischio di essere ripetitivo (ti ho già inviato la segnalazione via email) il libro di Bruce Schneier “Liars and Outliers” affronta proprio il tema della fiducia nella società odierna e quindi quello della sicurezza più in generale in modo sistemico.
    Saluti.
    Lucio

  • Sulla questione fiducia/sfiducia sono molto d’accordo e fa il paio con questo articolo di Ainis citato oggi dal Post
    http://www.ilpost.it/2012/03/30/leggi-flessibili-ainis/
    A mio avviso, il “talebanesimo” di cui parla Ainis è distillato di sfiducia all’ennesima potenza.
    Detto questo, come dici, a mio avviso giustamente, l’Italia è il paese degli abusi. Il punto allora è questo: come si può richiedere fiducia senza dimostrare una reale inversione di tendenza? Un esempio, ma ce ne sono molti altri: la legge che depenalizza il falso in bilancio, che a quanto mi risulta non trova eguali in altri paesi (credo abbia problemi di congruità anche con le direttive comunitarie), è ancora in vigore, e non mi sembra che questo governo, che peraltro fondamentalmente io apprezzo, abbia fatto nulla per rivedere la normativa.
    Mi si potrebbe obiettare che questo è un problema politico. Rispondo che questo è un problema quantificabile, inerente al contesto, afferente a una delle parti in causa, e che non viene affrontato.
    Vogliamo dire, allora, che per la legge dei grandi numeri, in termini di bilancio la riforma del lavoro vale di più e, soprattutto, produce risultati sicuri e non effimeri? Forse, ma allora si deve essere consapevoli che la richiesta di fiducia ha uno o più vizi intrinseci, e che i vizi sono sostanziali e non di forma.
    (e no, non sono una lavoratrice dipendente ma una libera professionista. Ma quello che è giusto è giusto).

  • quando si dice (s)fiducia. Prova a leggere il primo paragrafo e poi il secondo. Argomenti messi in fila, impossibile sbagliare, ma la domanda è: chi decide quando un simbolo è sostanziale, e quando no?
    http://www.repubblica.it/politica/2012/04/03/news/salta_black_list_commercianti_evasori-32675151/
    ps: personalmente, la prima cosa che penso è che mi piacerebbe sapere, rispetto alla famosa stima di 120 miliardi annui di evasione fiscale, quale sia la quota parte relativa ai commercianti.
    La seconda? Piccoli talebani crescono.

Luca De Biase

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