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Tutti parlano di FastFlip

FastFlip sta conquistando la fantasia di tutti gli interessati ai giornali. Il nuovo lavoro dei GoogleLabs fa una “rassegna” stampa da sfogliare con una bella impaginazione, in accordo con gli editori che accettano di concedere le loro pagine e dividendo il fatturato con loro.

Per David Carr è sempre più ingiusto considerare Google come un parassita dell’editoria. Del resto, qualunque parassita che uccida il suo ospite deve evolvere in una forma meno pericolosa o rischia egli stesso di soccombere…

(update: in Italia, non ci sono accordi del genere, per ora, si direbbe. Ma resta il tema Fiegoogle)

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A proposito di parlare. Continuano le conversazioni su:
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  • Anche qui sostengo la mia preferenza per Google News Timeline: e poi, non trovate fastidioso individuare i titoli “sovrastati” dalle immagini delle pagine?

  • senz’altro questo del revenue sharing è un passo verso gli editori, però fossi nella proprietà del New York Times aspetterei a contattare Renzo Piano per un nuovo grattacielo. A tal proposito mi sembra molto interessante una delle considerazioni proposte da quelli di paidcontent: “fastflip è progettato per fare sì che le persone rimangano su google”. Se quello tra google ed i giornali on-line fosse realmente un gioco a somma zero e la gente per consultare le news rimanesse in gran parte su google, credo ci sarebbero pochi dubbi sull’esito della partita.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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