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Le conseguenze di Oppenheimer

Robert Oppenheimer, il direttore del progetto che a Los Alamos realizzò la bomba atomica, annotò nel suo diario: «Quando vedi qualcosa che tecnicamente è allettante, ti butti e lo fai; sulle conseguenze ci rifletti solo dopo che hai risolto vittoriosamente il problema tecnico. Con la bomba atomica è stato così».

Sulle conseguenze ci rifletti solo dopo…

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Neuro-opportunità

Il presidente di Stanford University, John Hennessy, ha dei suggerimenti su come spendere i soldi pubblici destinati a stimolare l’economia americana (via ArsElectronica). E dedica molte parole alle opportunità delle neuroscienze. Che vede pronte per un vero e proprio salto di importanza. Come la genetica di 50 anni fa. “Neuroscience has big new opportunities; I think this next 50 years is going to be the neuroscience equivalent of the understanding of DNA–the 50 years that went from DNA to the sequencing of the human genome; the same thing will happen in the neurosciences. We...

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Yochai Benkler

Siamo di fronte a un cambiamento radicale. E Yochai Benkler lo racconta su Edge. Il momento in cui ci siamo accorti di essere di fronte a un’èra nuova è quando Alan Greenspan dice: “My predictions about self-interest were wrong. I relied for 40 years on self-interest to work its way up, and it was wrong.” Un’economia che accoglie la condivisione, la collaborazione, la ricchezza dei commons, le relazioni tra le persone, è più reale di quella che si basava soltanto sulla razionalità dell’egoismo utilitarista. La rivalutazione della dimensione della rete in un mondo che si era...

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Due leadership

Due buoni leader.
Uno consosce i fatti e le dinamiche, le governa con dolcezza, reagendo agli avvenimenti in base a una bussola interiore che gli consente dirigere la barca. L’altro ha delle idee e le impone, talvolta ottenendo molto, talaltra sbagliando.
Il primo reagisce, il secondo provoca reazioni. Il primo ha bisogno di una morale. Il secondo ha bisogno di una visione. Entrambi non esistono senza un pensiero sofisticatissimo. Anche loro, come tutti, sono alberi da giudicare in base ai frutti.

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Biopolitica (appunti al volo)

Ho incontrato Michel Foucault alla Biblioteque Nationale. Era nell’area più vicina ai manoscritti che si prendevano direttamente dagli scaffali senza bisogno di chiedere ai commessi. Mi diede un appuntamento dopo l’orario di apertura. E andammo a bere un caffè al bar vicino. Mi incoraggiò nella mia ricerca. Anche se temo lo abbia fatto più per gentilezza che per attenzione. Lui parlava di biopolitica. Lo riassume Carlo Alberto Defanti, su MicroMega: “Con questo termine Foucault voleva indicare il crescente coinvolgimento della vita naturale dell’uomo nei meccanismi del potere”. Da...

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Obbedisco

Il nuovo direttore scrive: “Ringrazio l’editore per l’opportunità di lavorare con le colleghe e i colleghi del Sole 24 Ore nella stagione che trasformerà il mondo. (…). La coscienza della radicalità della nostra stagione, e la fiducia serena nella saggezza necessaria per uscirne rafforzati, ci guideranno ogni giorno, come sempre al servizio di voi lettori”. Quindi, l’inizio è buono. E sinceramente sono convinto che il tentativo di far seguire a queste parole le azioni sarà fatto fino in fondo. La consapevolezza del cambiamento radicale che stiamo vivendo insieme alla...

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Conseguenze

Il racconto implicito in un progetto, in una regola, in una visione, è in fondo la sua prospettiva, la semplificazione delle relazioni tra l’azione e le sue conseguenze. Innovare il racconto è al centro di qualunque strategia di cambiamento. Nòva se ne occupa in base all’esperienza recente di VeniceSessions. E intanto si approfondisce. Per esempio leggendo di Barbara Czarniawska, studiosa di narrazione applicata all’organizzazione.(via Alepirani).

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Non l’ho fatto apposta

In un ecosistema, le conseguenze involontarie di un’azione sono tipicamente più probabili di quelle previste e volute. Le conseguenze della “verità” sconveniente portata alla ribalta da Al Gore sul riscaldamento climatico sono altrettanto difficili da comprendere fino in fondo. Per esempio, il fantastico lavoro di Gore ha moltiplicato del 300 per cento il numero di lobbysti che a Washington si occupano di riscaldamento globale. Una conseguenza involontaria che a sua volta testimonia di quanto le aziende ci tengano a evitare altre conseguenze per loro non volute di quello che ha...

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Emergenza del racconto

Appunti su Venice Sessions. Mi scuso: sono proprio appunti presi al volo. Nell’era della complessità, la storia non è lineare come all’epoca dell’industrializzazione. Ma anche oggi c’è bisogno di racconto: per conoscere, per conoscersi, per sincronizzare le vite degli individui… Il problema è che molti racconti recenti, dal consumismo alla finanziarizzazione, appaiono vagamente virtuali, incredibili, non corrispondenti alla realtà. Dai racconti degli innovatori che li sanno condividere, può sgorgare il materiale dal quale può emergere la capacità sociale di ricominciare a raccontarsi...

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Christian Salmon

Christian Salmon, autore di Storytelling, edito in Italia da Fazi, parla a VeniceSessions.  «Ne parliamo tanto di storytelling, oggi. Una sorta di tirannia dello storytelling. Quando diciamo racconto pensiamo a Don Chisciotte o ai Cavalieri della tavola rotonda? O a Madame Bovary? Che cos’è lo storytelling di un Berlusconi o di un Sarkozy? Nello storytelling di oggi c’è un’ambiguità. C’è un lato negativo nello storytelling del quale sentiamo di doverci liberare. E c’è un’opportunità. Nella storia raccontata da Barack Obama, molto basata su internet tra l’altro, si impara qualcosa di...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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