Città come regola in un mondo con politica meno potente

La potenza delle enormi banche e istituzioni economiche globali, le vittorie dei giganti cinesi o le autolimitazioni di policy all’europea sono tra le tendenze che sembrano aprire un’epoca nella quale la politica occidentale è più simbolica che potente.

In un contesto simile le regole implicite nella costruzione di entità umane stabili come le città sembrano destinate ad assumere un’importanza crescente nel dare forma alla convivenza. In proposito: Jan Gehl, Cities for people (2010).

Analogamente le regole implicite nelle grandi piattaforme sociali stanno assumendo compiti di autoregolazione piuttosto importanti. Ma non necessariamente civici. La cosa merita una discussione critica. Imho.

Comments

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  1. rufo,

    su questo penso tu sia proprio fuori strada. L’ingigantirsi e intrecciardi di poteri e rischi globali potrà essere affrontata solo da un’accelerazione di adeguati processi costituenti globali, e non dà citta stato con grande autonomia …

  2. non ho detto che questo sia giusto, ma solo che sta avvenendo.. e sono convinto che proprio perché sta avvenendo, il potere di multinazionali e piattaforme, rende un processo costituzionale globale sempre più importante (anni fa ho scritto in proposito “in nome del popolo mondiale”, fazi editore)

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