E dunque. I giornali sono in crisi e cercano una soluzione per uscirne. Qualche editore pensa di poter vendere l’accesso ai giornali online. Altri pensano a provvidenze statali. Molti lamentano l’indebita interferenza degli aggregatori che vendono pubblicità usando le notizie pubblicate dai giornali. La discussione sul giornalismo che si è sviluppata grazie ai commenti su questo blog...
Autore - Luca De Biase
Se non lo sanno, come cinguettano, le aziende possono dare un’occhiata a questo utile pezzo di Mashable.
Un panel di esperti incaricato dal governo britannico di stabilire le linee guida per la cura della febbre suina ha detto che non era necessario distribuire massicciamente il Tamiflu per non rendere il virus resistente alla medicina in caso di una pandemia. Ma il governo ha deciso di mandare in giro la medicina della quale ha fatto amplissima scorta per non spazientire i sudditi britannici. E...
Gli editori si domandano come dare ai loro giornali un modello di business che stia in piedi. E pensano di vendere le notizie online. I commenti a un post su questo argomento – che parlava di come gli editori non abbiano mai venduto le notizie in precedenza, ma abbiano venduto altro – sono molto stimolanti. Federico Bo sottolinea le conseguenze della rete...
Le proposte si moltiplicano. Dopo i 12 consigli di Mashable, arriva Jeff Jarvis con la federazione di aggregatori locali (TechCrunch). E un’iniziativa di J-lab con cinque editori. Intanto Spot.us avanza. Le notizie locali sembrano al centro della questione.
Intanto, la Huffington commenta la situazione (the future of news will be social). E lo fa sul blog di Facebook.
Invest in education to save Africa. Un impegno non-violento, una storia di artista tanto magnifica quanto era improbabile… e una donna che gli ha dato un’educazione, alla quale dedica la sua canzone…
Si sa. Se ne parla fin troppo. I giornali sono in crisi. Una spirale perversa sembra aver preso di mira questo strumento dell’informazione. Meno lettori, meno pubblicità, meno soldi per gli editori, meno soldi per i giornalisti. Dov’è, se c’è, il bandolo dalla matassa? gli editori sono al centro del problema, se il problema è essenzialmente quello del modello di business. E a...
Vacanze + esperienze in prima persona = meno tv
ferie + costi della connettività = meno web
il tempo mediatico è un tempo della routine. Il tempo inconsueto delle vacanze riduce un buon 30% del tempo dalle routine. E quel tempo non va ai media consueti ma ad altro. Le esperienze personali sono i veri concorrenti dei media?
Chrome per Mac…
berreb: We all want the fatest web browser on earth and today the answer is #Google #Chrome 4.0 for #Mac 😉
9 minutes ago
Guido Scorza discute la vicenda della posta elettronica certificata.