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Il pianto del dio – Glasgow

In un intervento a TED nel 2009, l’allora primo ministro britannico Gordon Brown, spiegando la sua idea di un’etica globale, raccontò una storia.

«Un giorno il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ebbe modo di parlare con dio e gli chiese quando il mondo sarebbe riuscito a costruire un’economia senza combustibili fossili per combattere il cambiamento climatico. E dio rispose: “Non quest’anno, non l’anno prossimo, forse non nel corso della tua vita”. Clinton se ne andò via in lacrime.

Un altro giorno il presidente della Commissione Europea José Barroso ebbe modo di parlare con dio e gli chiese quando l’Europa sarebbe riuscita ad avere una crescita stabile e sostenuta. E dio rispose: “Non quest’anno, non l’anno prossimo, forse non nel corso della tua vita”. Barroso se ne andò via in lacrime.

Infine, un giorno il segretario generale delle Nazioni Unite ebbe modo di parlare con dio e gli chiese quando le nostre istituzioni internazionali funzioneranno bene? E dio se ne andò via in lacrime».

A Glasgow le lacrime non sono mancate.

L’equilibrio tra i poteri del mondo non è riuscito a generare una decisione forte. Ci consoliamo con le intenzioni ribadite da tutti, ma la popolazione mondiale non ha accelerato nella corsa necessaria alla riduzione delle emissioni.

Che cosa non ha funzionato? Le istituzioni internazionali? O le nazioni?

Le nazioni sono ancora molto forti a gestire i loro interessi ma sono debolissime a gestire gli interessi di tutti. È anche naturale. Ma è tempo di superare le nazioni e cominciare a lavorare su sistemi decisionali basati sulla cittadinanza globale.

Vedi:
Le nazioni sono sovrastimate
Are nations overhyped?

Photo by Artur Kraft on Unsplash

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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