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Giornali a pagamento ancora no…

Un’agenzia DowJones tratta da Afp, riporta che un gruppo di 30 giornalisti usciti dal defunto giornale, Rocky Mountain News, di Denver, Colo., avevano cominciato a scrivere per un giornale su web chiamato INDenverTimes.com con un obiettivo: arrivare a 50mila abbonati paganti. Doveva essere un esperimento significativo per molti altri giornali online americani. Ed è andato male.

INDenverTimes.com ha annuncito che non ha raggiunto i 50mila abbonati. Non ha detto quanti ne abbia convinti. Ma fonti interne parlano di 3mila abbonati.

Intanto sono arrivati i primi dati sul traffico del sito del SeattlePI.com che ha chiuso l’edizione di carta ed è andato solo online. Il giornale, nato 146 anni fa, ha perso lettori online: è sceso a 1.4 milioni di visitatori unici in marzo, contro 1.84 milioni in febbraio e 1.80 milioni in gennaio (dati Nielsen Online). Il SeattlePI.com, ha 20 giornalisti, contro i 150 che aveva quando faceva anche l’edizione cartacea. E ha perso lettori anche contro l’edizione online del rivale The Seattle Times. Il SeattleTimes.com aveva 1.5 milioni di utenti unici in febbraio ed è arrivato a 2.2 milioni in marzo.

Insomma. Si direbbe che sia meglio un pensiero crossmediale che una strategia solo online.

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  • Sono d’accordo con Luca sulle difficoltà di passare alle news a pagamento sulla Rete. Lo dimostrano questi primi esempi, anche se pensare che la pubblicità possa compensare quella persa sulla carta stampata è pura utopia.
    Volevo solo aggiungere che non si tratta, come nel caso di Seattle, solo del passaggio della carta stampata all’on line, ma del passaggio da una posizione di quasi monopolio su un’area territoriale (come gran parte dei quotidiani statunitensi – e non solo) a un ambiente ben più competitivo e plurale. Non sei più al centro (anche se magari non lo eri più, ma ti ci sentivi), sei una voce tra migliaia di altre voci. E noi giornalisti facciamo fatica a sentirci tali.

  • Uno paga, e mette in rete. Per tutti. Possibile? Però quello che temo è altro: un cartello degli editori…tutti a pagamento, tutti contemporaneamente.

Luca De Biase

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