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Ma si “cade” in pubblico dominio?

In una pagina del sito della Siae dedicata a spiegare il diritto d’autore si scopre che finito il periodo di copertura del diritto l’opera “cade” in pubblico dominio. 

“Cade”? 
Direi piuttosto:
“Entra…”, “Arriva…”, “Va ad arricchire il…”!
Il diritto dell’autore non è il solo diritto tutelato. C’è anche il diritto del pubblico. Che prima o poi deve avere la disponibilità dell’opera per farne altre opere creative. Dunque al posto di “cade”, imho, si dovrebbe dire qualcosa di più rispettoso per il pubblico.

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  • Fine e giusta osservazione.
    È un termine che tradisce il vero punto di vista dei burocrati SIAE.
    Tutto ciò che non porta proventi e royalties è morto, inutile, vizzo.
    E ‘cade’, come un frutto marcio.

  • Volevano mettere “precipita nel pubblico dominio”, qualcuno aveva proposto anche “decede nel pubblico dominio”, si erano quasi accordati per “ammmuffisce” poi alla fine non hanno trovato l’accordo su “schifeggia nel pubblico dominio”.

  • Non è la SIAE che usa termini a suo uso e consumo ma è solo il preciso linguaggio della legge; questa adotta una sua precisa semantica per evitare fraintesi, sia in sede di stesura della legge che dell’interpretazione della stessa davanti a una corte.
    Anche in inglese è così e, guarda caso, si usa la stessa identica terminologia.
    Because copyright is by no means eternal, eventually all creative works will fall into the public domain.
    http://www.royaltyfreemusic.com/public-domain/

Luca De Biase

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