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George Church spiega l’umano aumentato con l’editing genetico. Ci piaccia o no

George Church è uno degli scienziati che ha sviluppato tra l’altro il Crispr-Cas9, il sistema di editing genetico che imperversa da tre anni e affascina per la facilità con la quale consente di cambiare pezzi di DNA. La sua “lezione” su Edge è imperdibile.

Quando un giornalista chiese a Graig Venter se inventare vita artificiale creando microrganismi con DNA sintetico non fosse come “giocare a fare Dio”, lo scienziato risposte: “chi dice che stiamo giocando?”

Ma George Church non ha quello stile. Anzi. Nella sua lezione è teso a spiegare più il lato normale che quello straordinario del Crispr. Di fronte alle preoccupazioni che suscita dice che per tutte le tecnologie c’è bisogno di investimenti in sicurezza. Nella farmaceutica, poi, forse la maggior parte degli investimenti è teso a garantire la sicurezza degli umani. E così occorre immaginare che si farà per il Crispr.

Già, perché con il Crispr vengono in mente cose pazzesche. Church è stato tra coloro che hanno fatto fallire la conferenza sulla moratoria dell’uso del Crispr sugli umani, organizzata a dicembre scorso a Washington, sulla base dell’assunto “se non lo facciamo noi, lo farà qualcun altro”.

Dice Church che per ora si può soltanto intervenire un po’ sulla forma degli occhi o qualche cosa del genere. Ma non nasconde che ci sia chi pensa a unire un po’ di DNA animale con quello degli umani per portare agli umani caratteristiche apprezzabili di quegli animali. Per affrontare tutto questo, secondo Church, il problema è investire in meccanismi di controllo per la sicurezza degli umani. Cosa che andrà fatta anche per le modifiche genetiche che apporteremo al cibo e alle altre piante coltivate in agricoltura. Il Crispr ha il potenziale di entrare in gioco in moltissimi argomenti dai quali la genetica in precedenza era esclusa, per la facilità e il basso costo del suo utilizzo. Dice Church che per usare questa tecnologia non occorre niente di più di ciò che c’è già in ogni laboratorio di genetica e che il suo utilizzo costa qualche decina di dollari. Per questo aumentano gli esperimenti e i tentativi di applicarlo a qualsiasi problema possa essere affrontato da materiale genetico.

Il problema è che i geni fanno parte di sistemi complessi. Non ha senso pensare alla funzione di un gene senza tener conto dell’interazione con il constesto epigenetico, proteico, ambientale, culturale, sociale… il Crispr porta a un nuovo livello il dibattito sulla sostenibilità.

L’applicazione di questa tecnologia può avvenire in base a una narrazione ideologica o finanziaria. Oppure può avvenire in base a una narrazione pacifica ed ecologica. È uno scontro di visioni dalle conseguenze micidiali.

Il problema è che come dice Church qualcuno farà queste cose. E quindi occorre accelerare la dinamica culturale per assorbire l’impatto di questi cambiamenti e gestirli in modo da non subirli. Anche questa volta non sarà facile.

Vedi:
Edge question: 2016 : WHAT DO YOU CONSIDER THE MOST INTERESTING RECENT [SCIENTIFIC] NEWS? WHAT MAKES IT IMPORTANT? – My response: A Science Of The Consequences

Vedi anche:
CRISPR-Cas9: lo sfruttamento dei geni
CRISPR-Cas9, gene editing: il bisogno di una scienza delle conseguenze

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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