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L’ideologia ci rende stupidi

Un bell’esperimento di Dan Kahan, a Yale, dimostra che l’idelogia ci offusca la ragione (la descrizione è su Grist).

Il test è un classico calcolo delle probabilità con una soluzione che a prima vista sembra giusta e si rivela sbagliata applicando un minimo di ragionamento controllato.

Si osserva che le probabilità di errore sono collegate alle capacità matematiche degli intervistati, ma molto meno di quanto siano collegate al loro orientamento ideologico.

Una domanda di tipo politicamente asettico fa emergere errori soprattutto tra i ragionatori più scarsi. Ma se la domanda è politicamente connotata, anche le persone più avvezze al ragionamento matematico sono tentate di rispondere in base all’ideologia. Di fatto se la risposta evidente è quella che rispecchia di più la loro posizione ideologica, tendono a non fare il ragionamento che la dimostrerebbe errata e dunque sbagliano.

L’ideologia ci rende stupidi. Più di Google. Da molto più tempo.

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  • Se con ideologia si intendono catechismi, paroloni vuoti, foglie di fico, principi astratti, convinzioni irriflesse, non occorreva Yale a dimostarne la stupidità. Bastava leggere don Camillo, o Manzoni e il suo don Ferrante, o il don Chisciotte, per non andare più indietro. Ma sospetto che l’esperimento di Yale faccia parte di quella battaglia, cominciata negli anni ’80 del secolo scorso e molto ben finanziata, il cui bersaglio non erano i catechismi, ma valori diversi dal profitto fine a se stesso, spacciato per unica realtà possibile, o la semplice idea che ci sia un’alternativa rispetto a quanto viene imposto da chi comanda. Stando al poco che dice l’articolo, l’esperimento di Kahan mi pare che scopra l’acqua calda. Ma il titolo dell’articolo e la sua conclusione (“Google rende meno stupidi”: e che cazzo vuol dire?) mi sembrano il riflesso di quell’altra battaglia, che, tra l’altro, oggi è di retroguardia, in quanto ormai c’è un consenso generale nell’attribuire proprio ad essa (a quella presunta a-ideologia che era a sua volta un catechismo) lo schifo di mondo in cui ci troviamo.

    • Io sospetto che lei non abbia letto l’articolo linkato, perchè capitalismo e profitto non c’entrano proprio nulla. L’esempio nella ricerca aveva a che fare con una questione politica specifica altamente ideologizzata in America (il diritto di portare armi nascoste). Mi sa che il suo commento dimostra esattamente le conclusioni di quella ricerca.

    • Uno si chiede, mah! Sarà sensata questa ricerca? Poi legge il commento di Francesco e capisce che Yale ci hanno indovinato. In effetti le ideologie, come tutte le chiavi di lettura univoche della realtà hanno l’effetto di mettere il seguace in un ottica separata da cui osserva il mondo, quindi il mondo è uno schifo perchè non è adattato agli schemi di un determinato modo di pensare.
      I non ideologizzati in genere sono più aperti e in grado di integrare le differenze e di adattarsi.

  • La politica, che per quanto mi riguarda è senno ma anche sensibilità, non è il solo ambito dell’affettività umana a essere soggetto ad ‘affezione’.
    Nel tuo titolo, “L’ideologia CI rende stupidi” emerge il senso meno illuminato di ideologia come credenza e fede cieca, ma ve ne sono più accezioni e la prevalenza dell’una o dell’altra è legata ai momenti storici.
    Per me è più l’affezione da temere che non l’affetto e per questo trovo che il tuo titolo non brilli per neutralità.
    L’esperimento che citi ci informa sul bias di soggetti a cui è stato sottoposto il quiz in versione nudamente ‘politica’, ma trovo riduttivo circoscrivere l’applicazione dell’ “Identity-protective Cognition Thesis” (ICT) al solo ambito politico, che è quello, diciamo, di identificazione più esterna. Sarebbe stato interessante analizzare accanto a questo, altri tipi di quiz che non vertessero necessariamente sull’identificazione politica. Detto questo, comprendo che nella ricerca ci si limiti dapprima a porre domande di portata ristretta per poi eventualmente allargare lo spettro.
    Come è stato selezionato il campione e quale è l’universo immagino si possa comprendere solo scaricando il paper.
    Yale lavora solo su soggetti americani, corretto?

  • L’ideologia unita al pensiero, riduce il campo d’azione della mente col paraocchi della sola passione ideologica, ma che spesso è indotta da uno specifico interesse della società, impedendo al soggetto di esercitare liberamente la pura facoltà di giudizio critico, perché unicamente intrappolato nell’interesse e il tornaconto che fa proprio, lo stesso che sbarra alla ragione, ogni altra strada di apertura e comprensione in senso lato.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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