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Pagare per le news? Qualcuno ridice sì…

David Simon (The Wire): una volta nessuno poteva immaginare che la gente avrebbe pagato per vedere la televisione. via Kottke. (You know, newspapers are gonna say, “We already let the horse out of the barn door. How can you charge for content? Information wants to be free.” All that bullshit. As I remember, there wasn’t an American in America 30 thirty years ago who paid for their television. Television was free 30 years ago. Now everybody’s paying 16 bucks a month, 17 bucks a month, 70 dollars a month). Un pezzo di tenore simile su Newsweek. Di certo non succederà nulla del...

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Facebook, il voto non è tutto

La discussione sulle nuove regole di Facebook è stata costruttiva per tutto il periodo in cui le persone si sono scambiate idee. Ora che si è passati a un testo e a una votazione, lo stesso argomento non sembra conquistare molta attenzione. uptates via Vincos.
(Forse è anche perché questa votazione non è un’elezione ma neppure un vero e proprio referendum, ma una sorta di plebiscito).

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Domanda

I media non rappresentano il paese? Un ragionamento di Scalfari. E un sondaggio. Mostrano due visioni del mondo diverse.

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Logistica Twitter e logica Facebook

Come ogni fenomeno di rete, anche la diffusione di Twitter dovrebbe seguire una curva logistica: con un lento inizio, un’accelerazione esponenziale, un successivo appiattimento della crescita. Dicono a Google che Twitter sta già arrivando a questa ultima fase (via ProductiveWise). Probabilmente non è ancora così: queste piattaforme presentano diverse fasi di accelerazione e di rallentamento, in realtà. Perché vengono adottate da gruppi diversi di persone a grandi blocchi. Ma è chiaro che a un rallentamento della crescita si arriverà certamente prima o poi. Questo fa pensare a quali possono...

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9 milioni di italiani su facebook

Dice Vincos, che gli italiani su Facebook sono arrivati a 9 milioni. E che finalmente la crescita ha cominciato a rallentare.

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Quanti iscritti non usano Facebook

Gli ultimi dati di Compete mostrano una fortissima crescita nel numero di utenti unici sia su Facebook che su Twitter. Quest’ultimo in particolare è cresciuto del 76,8% da febbraio a marzo come segnala Mashable.

La percentuale di iscritti a Facebook che vanno almeno una volta al mese sul sito però sembra meno grande della percentuale degli iscritti a Twitter che vanno almeno una volta sul sito.
L’impressione meriterebbe un controllo.

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Murdoch contro Google

Murdoch chiama a raccolta gli editori per combattere Google che, a suo dire, porta via lettori. Google risponde che molto traffico che arriva ai siti editoriali viene proprio dal suo motore. Forse sono vere entrambe le posizioni. Ma è chiaro che una battaglia sta per cominciare.

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Moneta per gioco

Anche nei videogiochi online molti sono ossessionati dalla “monetizzazione“. Ma a quanto pare, riescono a ottenere risultati. Meglio vendere giochi che notizie… Almeno per ora.

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Dopo la pubblicità

La pubblicità online è cresciuta molto negli ultimi anni. Può anche continuare a farlo, anche se qualche segno di cedimento si è visto (novembre scorso ha segnato addirittura un lieve arretramento). Di certo, non può rimpiazzare ogni modello di business basato sulla vendita di prodotti e servizi. Non può rimpiazzare tutta la vendita di software, tutta la musica, tutta l’informazione. Anche perché la pubblicità ha un effetto incentivante per la quantità di traffico, non necessariamente per la qualità dell’attenzione che il pubblico dedica ai contenuti. Dopo la mania di rielaborare ogni modello...

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Babele di pensieri su internet

Una lezione per un master di politica internazionale, a Sciences Po. Tanti studenti di diverse nazionalità. Si discute di libertà di espressione e controllo di internet. Le idee degli studenti sono diverse come in una vera e propria babele. Eccone un riassunto preceduto dal paese di origine: Cina. La discussione online libera le opinioni e fa emergere i problemi. E quindi ci aiuta a migliorare. Ma occorre che tutti siano costruttivi. Coloro che intervengono solo per distruggere non sono d’aiuto a nessuno Corea del Sud. Da noi tutti sono connessi e tutti o quasi partecipano. Ci sono giornali...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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