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Musica: come volevasi dimostrare

Uno studio pubblicato sul sito di Harvard dimostra che in relazione all’impatto di internet sul business della musica si sono ridotti i ricavi della musica registrata e sono aumentati i ricavi dei concerti, specialmente (e questo è interessante) per i cantanti meno famosi, probabilmente perché con i media sociali sono riusciti a suscitare maggiore attenzione.
La musica è un laboratorio per molti business editoriali nel mondo digitale. La sua “crisi” è arrivata prima. E la sperimentazione anche.

Approfondimenti media Neutralità

Decisioni Fcc sulla neutralità della rete

La Fcc ha dunque rilasciato un comunicato stampa che informa in via preliminare sulle sue decisioni in materia di net neutrality. Da quello che si capisce la Fcc dichiara che vuole salvare la net neutrality dalle mire di chi la vuole sorpassare, ma distingue il mobile e il fisso. Nel mobile, dove non c’è net neutrality, lascia le cose come stanno invece di introdurla. Perché, dice, con l’avvento dei sistemi operativi open come Android potrebbero nascere soluzioni in grado di ottenere lo stesso risultato della net neutrality. Il che è probabilmente sbagliato. Perché non si vede...

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Che fare sui DDoS

Evgeny Morozov aveva chiamato in causa esplicitamente gli intellettuali del Berkman Center di Harvard per coinvolgerli nella discussione sui DDoS, gli attacchi ai siti che moltiplicando gli accessi in modo esasperato rallentano o bloccano il traffico normale rendendo impossibile o quasi la consultazione dei contenuti pubblicati. Il Berkman aveva già un lavoro in preparazione sulla questione. Lo dimostra il corposo studio pubblicato oggi. Lo studio si occupa dei DDoS pensando alla difesa dei siti che contengono informazioni di gruppi che lavorano per i diritti umani. E suggerisce – se...

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Sulla crescita quantitativa e qualitativa della pubblicità online

Dal punto quantitativo la pubblicità online cresce molto e i motivi non mancano. Solo in Italia, come si è visto, c’è stato un aumento del 17,7% tra gennaio e ottobre. Nello stesso tempo, si segnalano, in modo più episodico, dati che indicano come dal punto di vista qualitativo ci sia ancora molta strada da fare.  Si osserva in ogni caso che il tempo passato dalle persone davanti alla televisione non è poi tanto diverso dal tempo passato con internet, mentre la quota di pubblicità che va alla televisione è molto superiore alla quota che va a internet. Il che può significare diverse...

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La pubblicità cresce su internet e tv

La Nielsen comunica i dati sulla pubblicità in Italia nel periodo gennaio-ottobre 2010. Rispetto ai drammi dell’anno scorso, quest’anno è andata meglio. Con un aumento compessivo del 3,8% (a quasi 7 miliardi) e una crescita della pubblicità commerciale nazionale del 4,7%. Quanto ai mezzi usati per fare pubblciità, la televisione giganteggia con quasi 3,8 miliardi e un aumento del 6,3%. Internet cresce più di tutti con un aumento del 17,7% a 277 milioni sempre nel periodo gennaio-ottobre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte citata da Nielsen per questo...

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Bambini italiani per l’Eurispes

Dall’ufficio stampa dell’Eurispes, un’indagine condotta con Telefono Azzurro, sui bambini italiani. Che appaiono sempre più soli, dice il titolo. Qui sotto i capitoli sull’uso dei media: DOMINA LA TV, IN CRESCITA L’USO DEI TELEFONINI. Il media tuttora più popolare presso i bambini rimane la televisione: solo il 4,8% del campione, infatti, afferma di non utilizzarla mai. Il consumo televisivo risulta nella maggioranza dei casi moderato: il 37,1% vede la tv fino ad un’ora al giorno, il 30,8% da 1 a 2 ore. I bambini forti consumatori sono una minoranza, che...

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Lezioni Wikileaks

Wikileaks ha dato una bella lezione a tutti, compresa sé stessa. Ecco gli insegnamenti principali: 1. L’informazione grezza va verificata, selezionata, constestualizzata, editata. La filiera che va da chi possiede un documento riservato e lo vuole rendere pubblico, a chi lo raccoglie nascondendo la fonte, a chi lo verifica e poi pubblica, costituisce una divisione del lavoro importante e ogni sua parte ha un grande valore. (cfr. Crovitz – Wsj – pagina a pagamento)2. I giornali che capiscono questo gioco migliorano. Per spingere i giornali a capire questo gioco può essere...

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Twitter semisociale

Solo una metà degli utenti di Twitter legge i minipost degli altri. L’altra metà non lo fa mai o quasi. (via TheNextWeb)

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Il dilemma di Google / 2

Non si esce facilmente dal dilemma di Google. Restituire prima i link che più interessano al business immediato di Google – promuovendo per esempio i suoi servizi di ricerca verticali – oppure restituire i link in modo indipendente dai suoi stessi interessi, secondo un algoritmo neutrale di rilevanza delle informazioni? E’ chiaro che gli utenti vorrebbero la seconda. Ma non è facilissimo capire come, se Google fa altre attività oltre a quella del motore:1. Se Google fa qualcosa sarà molto linkato e dunque salirà nel ranking del suo algorimo anche senza “trucchi”2...

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Tempo di media

Il tempo passato davanti alla televisione è ormai pari al tempo passato su internet, in America, dice Forrester. Per i giovani, però, internet vale più tempo che la televisione. Anche così, a quanto pare, il tempo di televisione non è necessariamente diminuito. (via New York Times)
La televisione resiste. Anche perché si può fare internet e televisione insieme. La tv può essere anche un consumo distratto, di sottofondo. Il tempo di attenzione e il tempo di accensione sono entità diverse. Per ora, ovviamente, non c’è traccia di una misurazione del genere.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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