Sto leggendo un sacco di libri, un po’ per curare l’eccesso di esposizione alla rete e soprattutto perché è bello. Oggi ho finito il libro di Guido Vetere: Intelligenze aliene. Linguaggio e vita degli automi, Luca Sossella Editore 2025. Ecco tre motivi per leggere il libro di Vetere: 1. Regala un quadro informativo su tutta la vicenda dell’intelligenza artificiale generativa, partendo dalle basi della filosofia del linguaggio e arrivando a spiegare con una certa chiarezza concetti che tutti noi abbiamo sentito molte volte senza capirli fino in fondo: attenzione, parametri...
libri
Storia del futuro. Il corso alla Luiss. Edizione 2025
Oggi comincia la nuova edizione del corso di Storia del futuro alla Luiss. Leggiamo i fatti in prospettiva, cerchiamo di allargare la nostra idea del possibile e critichiamo le narrative che restringono la visuale sulle conseguenze di quello che accade, discutiamo su come definiamo quello che è preferibile, pensiamo a disegnare percorsi interpretativi che aiutino a realizzare qualcosa di buono. È un lavoro corale, ovviamente, perché nessuno conosce il futuro, nessuno lo ha mai visto o ci è stato. Ma lavorare sul futuro è necessario perché è il tempo nel quale passeremo il resto della nostra...
Martin Daumont. Il governo economico del mondo. Con qualche commento sul potere
Chi comanda, oggi, nel mondo? La domanda nasce dalla lettura del grande libro di Martin Daumont: “Il governo economico del mondo” (Mondadori 2024, v.o. 2023). È un grande libro sulla storia della politica economica dell’Occidente dal 1933 al 2023. Dalla depressione risolta con l’intervento pubblico nell’economia alla destrutturazione della politica decisa in base all’ideologia neoliberista: con uno sguardo alla prospettiva che ora si apre, con la crescita dei giganti asiatici, Cina, India e Indonesia, la fine dell’egemonia occidentale e la dissoluzione del neoliberismo. E appunto in questa...
Parliamo di futuri/3 – Non si difende il futuro per ottimismo
Questo è il terzo di una serie di post sul futuro. Un’esplorazione che riguarda quattro generi di questioni: perché pensare il futuro? come leggere il futuro nel presente? che cosa ci impedisce di lavorare sul futuro in modo libero da preconcetti? che cosa possiamo fare per favorire un futuro preferibile? Genere 3 – Liberare il futuro dai preconcetti Il futuro non è scritto. Anche perché il futuro non esiste, non è mai esistito. Ci sono però i nostri pensieri e le nostre azioni, con le loro conseguenze. Un classico modo per leggere le conseguenze è quello di credere a una narrativa. Che...
Parliamo di futuri/2 – Technopolitique. Asma Mhalla. BigTech e BigState. Il futuro del potere
Questo è il secondo di una serie di post sul futuro. Un’esplorazione che riguarda quattro generi di questioni: perché pensare il futuro? come leggere il futuro nel presente? che cosa ci impedisce di lavorare sul futuro in modo libero da preconcetti? che cosa possiamo fare per favorire un futuro preferibile? Genere 2 – Come leggere il futuro nel presente? Asma Mhalla è una straordinaria ricercatrice al Laboratoire d’Antropologie Politique de l’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Leggere il suo libro, “Technopolitique. Comment la technologie fait de nous des...
Parliamo del nostro futuro
Questo è il primo di una serie di post sul futuro. Un’esplorazione che riguarda quattro generi di questioni: perché pensare il futuro? come leggere il futuro nel presente? che cosa ci impedisce di lavorare sul futuro in modo libero da preconcetti? che cosa possiamo fare per favorire un futuro preferibile? Genere 1 – Perché pensare il futuro? Le persone che parlano poco del futuro, solitamente, lo fanno per due motivi principali. Alcuni evitano di fare previsioni per paura di essere smentiti dai fatti, mentre altri si concentrano su questioni percepite come più urgenti, ignorando...
Liberazione e futuro
Prevedere il futuro è un atto di potere. Immaginare futuri alternativi è un atto di liberazione.
In questi ultimi mesi ho fatto meno articoli su questo blog del solito. E ho rimandato la pubblicazione di nuovi numeri della newsletter “Media Ecology”. Anche perché mi sono dedicato a un libro. Si chiama “Apologia del futuro”. Uscirà tra poche settimane. E comincia con le parole che ho riportato qui sopra.
Buon lavoro a chi studia alla Luiss per l’esame di “Storia del futuro”. E buona giornata a tutti.
Narrazione contro informazione? Byung-chul Han e la crisi dell’incanto come problema politico
Narrazione La nozione di “narrazione” è interpretata in tanti modi diversi, ma quando è presa sul serio è sempre considerata un elemento essenziale dell’evoluzione degli umani. La narrazione è una struttura culturale che ordina la conoscenza nella linea del tempo. È una soluzione cerebrale che facilita la comprensione dei fatti della vita che altrimenti sarebbero un’infinita sequela di “fotografie istantanee”. È una tecnica di manipolazione delle coscienze. È il fondamento della comunità. Quando si accompagna armonicamente con l’esperienza concreta...
I media dopo le masse. Ma anche dopo la parcellizzazione sociale
Se si cerca su Google Ngram il numero di citazioni della parola “masse” (o anche il singolare “massa”) nei libri in italiano si vedono due picchi: il primo avviene tra gli anni Venti e il 1945, il secondo tra il 1960 e il 1980. Poi queste parole tendono a scomparire. Con queste parole tende a scomparire anche l’importanza delle masse nel dibattito, probabilmente. Così come scompare progressivamente l’importanza dei media di comunicazione di massa. La televisione generalista è l’ex regina dei media, resiste nelle generazioni più anziane. I giornali sono letti drasticamente meno che vent’anni...
La comunicazione imperfetta. Gabriele Balbi e Peppino Ortoleva da leggere
Gabriele Balbi e Peppino Ortoleva hanno scritto “La comunicazione imperfetta. Ostacoli, equivoci, adattamenti” (Einaudi 2023). Chi lo legge ci trova un bellissimo regalo intellettuale che arricchisce il dibattito sulla comunicazione con una dimensione indispensabile e spesso dimenticata. A partire dall’osservazione, spesso abbondantemente dimenticata, secondo la quale la comunicazione molto spesso non funziona. In un periodo storico nel quale i temi della disinformazione, dell’information overload, della banalizzazione della conoscenza si avvicendano sul palcoscenico...
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