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Le statistiche dell’Italia digitale sono un richiamo all’umiltà

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Ancora una volta le statistiche sulla posizione dell’Italia nell’Europa digitale dicono che siamo indietro, che stiamo perdendo tempo, che abbiamo molto da recuperare: insomma che non cogliamo tutto il potenziale innovativo delle tecnologie digitali e restiamo arretrati nel contesto continentale: Quanto è digitale il tuo paese? Dati recenti mostrano la necessità di intervenire per sbloccare il potenziale dell’Europa.

E’ chiaro che tutte le spacconate e fanfaronate che ogni tanto vengono rilanciate da certi politici per incoraggiare gli italiani si rivoltano contro di loro quando poi vengono fuori questi dati. Sembra banale, ma sarebbe meglio lavorare sul serio e poi dichiararsi contenti quando si è raggiunto un obiettivo. Perché altrimenti si rischia cinismo, scoraggiamento, disinteresse verso l’innovazione, quella vera.

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  • “Italy is part of the catching up[2] cluster of countries because, although it still performs worse than the EU as a whole, it has developed fast over the last year and got closer to the EU average” => Fonte: http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-385_en.htm

    Se poi vai a disaggregare, scopri che il (leggero) catching up è guidato proprio dal settore pubblico, in particolare dalla disponibilità di servizi pubblici online. In particolare, l’Italia è al sesto posto sui 28 paesi per open data, guadagnando tre posizioni rispetto al 2015. Secondo il rapporto, il problema numero uno dell’Italia digitale è che la ggente non usa Internet. proprio il tuo settore, quello delle notizie diffuse con canali digitali, ha una delle maglie più nere: 26esimi su 28 paesi, in discesa sia nel ranking che come percentuale di persone che leggono notizie su Internet. Stiamo dicendo che le notizie online, in Italia, si leggono MENO che in passato. https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/scoreboard/italy

    L’umiltà è sempre una buona cosa. Ma non sono molto sicuro che da questi dati si possa trarre la conclusione che ne trai tu. Aggiungici che i dati stessi non è che siano solidissimi; quelli del 2013 li abbiamo rimessi a posto noi nel corso di un hackathon di Spaghetti Open Data, e l’aria che avevano era che li avessero fatti fare a qualche stagista che passava di lì. Certo, sono passati tre anni e spero adesso siano migliorati.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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