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Francesco Marocco, architetto della narrazione

Può capitare di leggere nel pieno della tempesta di Natale un libro intitolato “Mai innamorarsi ad agosto“. Ma lo straniamento non dura. Perché il libro prende possesso dell’attenzione e se la porta in giro nel suo piccolo mondo, fatto di calcio, precarietà professionale e sentimentale, degrado ambientale e burocrazia degradante.

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Francesco Marocco ha scritto un libro bello, divertente, sensibile. Che riesce a lasciare un retrogusto dolce nonostante l’amarezza dei fatti che racconta. Che riesce ad alimentare l’energia umana del lettore nonostante il cinismo invincibile della banalità che denuncia.

Marocco scrittore si racconta in un’intervista su Repubblica, uscita un’anno e mezzo fa, come il libro.

Marocco architetto lavora tra Bari e Matera, cercando di contribuire all’attività di progettazione con la sua speciale vena narrativa.

Il mix di architettura e racconto si dimostra in effetti generativo. Ascoltando maestri come Ezio Manzini e Aldo Cibic, recentemente insieme per una lezione a Breganze, il pubblico si è reso conto che la progettazione è sempre preceduta da una visione. Che a sua volta nasce spesso da un racconto, una sorta storia dalla quale emerge l’idea di ciò che potrebbe essere e ancora non è: perché va prima visto con gli occhi dell’immaginazione visionaria e poi progettato per essere realizzato.

Insomma, Marocco racconta storie. E insieme esplora una dimensione della sua professione. In questo genere di contestazione dei confini disciplinari c’è spesso qualche cosa da tenere d’occhio con attenzione.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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