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Per un’antropologia di Twitter

Twitter è essenziale. La search di Twitter alimenta le idee. Si parla di Twitter come nuova Second Life. Le visualizzazioni affascinanti di Twitter si moltiplicano. 

Twitter esiste da anni. Ed è usata da anni. Ma adesso è partita la moda. Gli utenti crescono a ritmi vertiginosi. Ma Nielsen dice che gli utenti abbandonano pure a ritmi vertiginosi. Tra un po’ arriveranno forse anche le critiche. E i cinici se le godranno per un po’.

Chi si ferma al ciclo delle chiacchiere sulle nuove tecnologie, si perde il senso antropologico della dinamica culturale che sta emergendo.
Vale la pena di studiare questa dinamica. Nella quale la sperimentazione tecnologica e sociale si mescolano in un divertimento dell’espressione e del riconoscimento privo delle ambiguità di Facebook.

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  • “in un divertimento dell’espressione e del riconoscimento privo delle ambiguità di Facebook”. Ecco, su questo avrei dei dubbi. O meglio non generalizzerei perché delle anche l’uso di Twitter dipende dalla differenziazione delle pratiche e dalla (ri)produzione di cerchie amicali.
    Se osserviamo il modo che abbiamo (come utenti, dico) di usare FB o Twitter cogliamo differenze che però non possono secondo me essere generalizzate. Pensa a come i contesti culturali (italiano e anglosassone, per esempio) producano usi differenze o come la differenza generazionale (giovani e adulti) creino forme espressive diverse su Twitter o, ancora, come approcci alla Rete diversi (le tecnoélite dei blogger o il neo pubblico) stiano mostrando strategie diverse di utilizzo.

  • Io apprezzo Twitter perché può essere usato in tanti modi e quindi stanca di meno.
    A volte mi manca la ricostruzione dei dialoghi e resto perplesso vedendo una risposta di cui non si percepisce la domanda, ma nel momento in cui unzippo la conversazione con Friendfeed scopro che non era interessante nel suo complesso e non aggiunge valore alla mia giornata, mentre i suggerimenti di qualche twittante mi orientano più velocemente nei posti giusti (a volte).
    Insomma, per me Twitter è come la pizza margherita: c’è solo il minimo, ma con un equilibrio forte e ogni volta che aggiungi qualche ingrediente te ne stanchi rapidamente.
    Friendfeed, quando viene usato come chat line per bloggerati per apparire e dimostrare di essere online mi stanca in poco tempo, un po’ meno quando Scoble lo usa per intervistare la rete, ma quanto tempo mi consuma.
    I miei preferiti sono i twitteri che annunciano qualcosa che hanno prodotto o (in subordine) che hanno appena scoperto. Di contorno i grandi della twitteratura, esperti di haiku di 140 caratteri.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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