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Logistica Twitter e logica Facebook

Come ogni fenomeno di rete, anche la diffusione di Twitter dovrebbe seguire una curva logistica: con un lento inizio, un’accelerazione esponenziale, un successivo appiattimento della crescita. Dicono a Google che Twitter sta già arrivando a questa ultima fase (via ProductiveWise). Probabilmente non è ancora così: queste piattaforme presentano diverse fasi di accelerazione e di rallentamento, in realtà. Perché vengono adottate da gruppi diversi di persone a grandi blocchi. Ma è chiaro che a un rallentamento della crescita si arriverà certamente prima o poi.

Questo fa pensare a quali possono essere le ragioni per cui Facebook ha rifiutato una valutazione da 4 miliardi di dollari. Pensa di avere ancora molto da crescere? O deve ancora trovare un buon modo di monetizzare? Oppure sta pensando a qualcosa di diverso? Non sarebbe male, per un servizio che si occupa di favorire le relazioni tra le persone, dimostrare di aver capito che il suo compito non può essere solo quello di soddisfare la logica finanziaria per cui dovrebbe semplicemente accumulare più denaro possibile…

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  • Per la stessa ragione per cui Carlo De Benedetti rifiutò di quotare Kataweb alla valutazione di 4000 miliardi di lire… perchè voleva arrivare a 8000…

  • La curva logistica di twitter sta probabilmente raggiungendo un appiattimento della crescita negli U.S.A., ma in altri paese, come il nostro dove facebook rega sovrano, forse la sua salita sta solo iniziando..
    Ma ogni mercato ha una logica diversa e in un ambito dinamico come il web é difficle pensare di adattare lo stesso modello e ottenere gli stessi risultati in temi e luoghi diversi..

  • grande Marco! :))))
    Facebook imho più che accumulare denaro (da poi bruciare) sarebbe bene che capisse come fare denaro, prima almeno per sopravvivere, poi per fare utili, infine idealmente per fare enormi utili giustificare tutti i soldi che sono stati investiti – stiamo parlano di 500 milioni di dollari, o 15-20 volte il capitale che è stato investito in Google, se preferisci.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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