Home » perplessità » Esportazioni italiane di armi
perplessità

Esportazioni italiane di armi

In piena crisi, aumentano del 222% le esportazioni italiane di armi. Tra i grandi compratori di armi italiane Turchia, Serbia, Kosovo, Nigeria, Israele, Siria, Kuwait, India, Cina.

La Stampa riporta qualche particolare strano. Vendiamo alla Serbia apparecchiature elettroniche e al Kosovo “agenti tossici, chimici o biologici, gas lacrimogeni, materiali radioattivi” (pagina 11 dell’edizione cartacea di oggi).

La fonte principale il Rapporto annuale
sui lineamenti di politica del Governo in materia di controllo
dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali
d’armamento, presentato il 31 marzo 2009 dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Commenta

Clicca qui per inserire un commento

  • Non vorrei essere sempre quell che fa il pierino, ma: perchè non dovremmo vendere apparecchiature elettroniche alla Serbia ? E’ sottoposto ad embargo ? Non mi sembra. Sul Kosovo poi siamo al ridicolo, la tabella 16 dice:
    Kosovo € 23.800 007 AGENTI TOSSICI, CHIMICI O BIOLOGICI, GAS LACRIMOGENI, MATERIALI RADIOATTIVI
    Se qualcuno mette insieme i lacrimogeni con la toxina butulinica in un’unica categoria è scemo. Oggettivamente. Se l’edizione cartacea della Stampa non ci arriva, comincio a dubitare. Altrettanto oggettivamente.

  • @Marco magari non era intenzione dell’edizione della Stampa mettere tutto insieme… ma ha un senso, i gas lacrimogeni SONO armi chimiche, inoltre non devi vedere solo il prodotto finito ma anche il suo potenziale. (soprattutto in un paese dove l’arte del fai-da-te con le armi è stato l’hobby nazionale per un lungo periodo di guerra)
    Mauro

  • @Mauro: le “armi chimiche” sono una cosa diversa dai gas lacrimogeni, altrimenti anche una bottiglia di amniaca è un’arma chimica. Cosa vuoi dire, che con 23.800 euri di gas lacrimogeni e un po’ di bricolage si fa una bomba chimica di sterminio di massa ? Certo che se chiudi uno in un locale sigillato, e lo saturi di gas lacrimogeno il tizio in questione muore. E quindi ? Se gli metti una corda al colla e lo stringi muore lo stesso. Non ti viene in mente che, visto che i nostri Carabinieri sono in Kosovo su mandato ONU per addestrare la polizia, i lacrimogeni servano alla polizia-reparti antisommossa ? Quanto al bricolage, verissimo, si fanno cose incredibili con il bricolage. Basta vedere Hamas a Gaza con i razzi fatti con i tubi della stufa e il carburante ricavato dallo zucchero e dai detergenti da cucina. O i camion-bomba in Pakistan fatti con il concime azotato. O i drone iraniani ottenuti modificando gli aeromodelli. Vedrai con Galileo che ridere…

  • @Marco: forse confondi “armi chimiche” (categoria) con armi di distruzione di massa (potenziale). Alcuni gas anti-sommossa hanno lo 0,5% di nervino utilizzato per far perdere conoscenza (l’uso eccessivo in alcuni casi è letale), altri “sostanze chimiche” possono essere estratte da fertilizzanti (non a caso con le nuove leggi anti terrorismo il traffico di questi materiali sono monitorati dagli organi competenti http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=46359 )
    Non a caso il problema (opinabile) sulle centrali nucleari in Iran è proprio questo: l’uranio è una potenziale arma, anche se usato per scopi scientifici
    la questione è sempre la stessa dalla Somalia: si fanno scorte di armi quando si preparano guerre (e non sempre l’Italia viene pagata in denaro… Ilaria Alpi insegna)

  • Continuo a pensare che sia una polemica surreale e surrenale. La Stampa ha buttato lì quelle due frasette (l’elettronica alla Serbia, orrore !!! vedo che però è sparita dai commenti) per mandare il messaggio subliminale che Guarda il Governo che Cattivo ! Ossia una buona strategia di COMUNICAZIONE che ha funzionato benissimo perchè ci sono stati i ripetitori, i commentatori, gli amplificatori, gli esegeti, i parliamo d’altro per parlare di QUELLO, ossia il solito circo della COMUNICAZIONE. Se si fosse voluto fare INFORMAZIONE bastava che La Stampa Cartacea avesse chiesto al redattore del rapporto “Cosa abbiamo venduto al Kosovo, dettagli, lista della spesa, distinta, etc ?” e poi magari scoprire che sono gli stessi lacrimogeni che usa, chessò, la polizia spagnola (quanteffico Zapatero, Viva Zapatero). E poi decidere se fare un pezzo indignato basandosi su QUALCOSA, non sul fatto che “certi” lacrimogeni hanno lo 0,5 per cento di agente nervino (anche le sigarette e i sigari toscani di Bertinotti hanno una percentuale non piccola di nicotina, veleno tra i più potenti esistenti, prova a mettertene una goccia sulla pelle). Oppure STARE ZITTI: niente informazione, niente articolo. Invece, COMUNICAZIONE uguale articolo comunque. Se non ci sono notizie, scrivete i petegolezzi, e se non li avete inventate, ragazzi. Lo insegnano al primo anno di SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE. L’importante è l’effetto che fa. Ah, già, l’uso eccessivo del gas antisommossa: l’ho già scritto, leggi il mio commento. Se vuoi ammazzare qualcuno, basta un uso modico di piombo in piccole pillolette lanciate a grande velocità. Il problema dell’Iran non c’entra con l’uranio, ma con il suo arricchimento (estrazione di Uranio235) che è sottoposto a controlli in base al trattato NPT, che l’Iran ha firmato.
    La tua ultima frase, poi: il Kosovo si prepara alla guerra con euri 27.000 e rotti di gas lacrimogeno? Per favore, viene da piangere, ma dal ridere.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

Video