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Una discussione sull’auto a guida autonoma. Al ministero dei Trasporti

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Oggi al ministero dei Trasporti (MIT), con l’organizzazione di ItaliaCamp, c’è stata tra l’altro una discussione sull’auto a guida autonoma (Nice to meet you). E problemi connessi, dal punto di vista del ministero: perché era una discussione finalizzata a raccogliere idee per un’azione che il ministero deve fare.

Il valore pubblico di questa tecnologia è chiarissimo. E lo ha segnalato anche il ministro Graziano Del Rio. Si tratta di una tecnologia che può arrivare a ridurre drasticamente gli incidenti, ridurre le emissioni, ridurre il traffico e le perdite di tempo per le code o per la ricerca di parcheggio, aumentare la mobilità di tutti, e così via.

Ma per arrivare a una configurazione delle città e dell’organizzazione economica della società che sia compatibile con un mondo con auto a guida autonoma ci sono diversi passaggi. Tenendo presente che la tecnologia non è troppo lontana dall’arrivare al risultato voluto. Ma occorrono decisioni coordinate.

Ecco gli appunti al volo sui risultati:

1. Facilitare i test per sostenere le aziende tecnologiche che fanno sperimentazione e sviluppo di tecnologie per l’auto che si guida da sola. Tenendo presenti i rischi per la popolazione. E partendo almeno da aree private.

2. Alcune aree hanno già indirizzato le norme per facilitare l’emergere di un ecosistema a diventare favorevole allo sviluppo di questa tecnologia (Michigan, California, Germania). Sono le aree che più pensano a come restare leader nella tecnologia di questo settore.

3. Occorrono auto intelligenti e autonome (in chiave strategica) con ridondanza tecnologica e dunque connettività (in chiave tattica). Significa che anche le infrastrutture devono essere intelligenti. E che le infrastrutture fisiche tendono a convergere con quelle digitali.

4. I big data raccolti in questo settore vanno pensati in modo che tutti quelli che servono a servizi pubblici siano resi disponibili da chiunque li raccolga (analisi predittiva di traffico, meteo, ecc.), mentre quelli che servono ai servizi a valore aggiunto possono restare privati.

5. Si può immaginare che la priorità possa essere affidata al mondo dei camion che in platooning possono occupare meno autostrada, consumare meno, avere guidatori meno stanchi. Occorre poi diversificare regole e gestione dei rischi nelle diverse città. Prevedere zone di sosta per le auto quando le condizioni atmosferiche siano tali da far fermare le auto. Prevedere regole per la cybersicurezza di tipo stringente. È probabile che lo sviluppo dell’auto autonoma sia più legato al sistema dei trasporti pubblici che a quello dei privati.

6. Le leggi possono essere piegate alla realtà tecnologica ma devono essere preparate in modo che la società non respinga queste tecnologie come ha respinto altre innovazioni. La definizione di conducente deve essere modificata per chiarire il sistema delle responsabilità. Anche in vista delle nuove forme delle assicurazioni per auto che si renderanno necessarie.

7. I temi etici vanno definiti in modo coordinato e non affidati ai singoli produttori.

Questi appunti sono stati presi al volo e non dànno conto della ricchezza della discussione. Ma soltanto dei temi in gioco.

Partecipanti (spero di non dimenticare nessuno):
Mario Nobile, MIT
Antonio Melidoni, Mercedes
Bernardo Mattarella, Invitalia
Gianluca Pastena e Marco Martina, Deloitte
Silvia Cossu, Legance, Avvocati Associati
Luciano Butti, B%P Avvocati
Luca Cassani, Microsoft
Pier Paolo Porta, Vislab
Enrico Pisino, FCA
Carlo Tursi, Uber
Giovanni Mameli, Fantozzi e Associati
Mauro Minella, Aci Informatica
Vito Mauro, Politecnico di Torino
Cesare Pozzi, Luiss
Massimo Gilardi, Octo Telematics

Nel corso della discussione è stato mostrato questo video:

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  • Prima di pensare all’auto che si guida da sola sarebbe il caso di prendere provvedimenti in merito alla mobilità sostenibile. L’Italia infatti risulta essere il fanalino di coda d’Europa in questo ambito, sia per quanto riguarda l’immatricolazione di auto elettriche che per la costruzione di infrastrutture specifiche, come le colonnine di ricarica. L’inquinamento dato dal trasporto tradizionale è in crescita, è quindi di vitale importante aggiustare il tiro e mirare ad una mobilità più sostenibile.

Luca De Biase

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